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Politica e militanza: le riviste cinematografiche negli anni Settanta

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12 legislazione vigente, risalente agli anni Trenta, tende, infatti, a promuovere l’industria cinematografica nazionale tramite particolari incentivi, tra i quali assumono particolare importanza i contributi statali proporzionali agli incassi (i cosiddetti “ristorni”). Questi hanno finito con l’avvantaggiare i film che più incassano al botteghino e col punire quelli, magari culturalmente meritevoli, che non ottengono un successo commerciale. È comprensibile quindi come l’associazione dei produttori, l’Anica (Associazione nazionale industriali del cinema), si batta con tutte le forze perché il meccanismo dei premi non modifichi le sue caratteristiche e non sia sganciato dalla resa commerciale del film. Tale meccanismo rappresenta peraltro un incisivo strumento di controllo e alleanza tra governo e industria e in questo gioco entrano anche gli interessi industriali americani. Perciò, la nomina del socialista Achille Corona a ministro del Turismo e dello Spettacolo nel dicembre 1963 suscitò non pochi timori nell’ambiente produttivo. La nuova legge sul cinema (n° 1213 del 4 novembre 1965, denominata “legge Corona”), elaborata nell’ambito delle forze culturali del partito socialista, ebbe così una gestazione lunga e travagliata. L’Anica da un lato dichiara la propria propensione ad esercitare un maggior controllo morale sulla produzione se il governo manifesterà l’antica andreottiana benevolenza nei suoi confronti, e dall’altro agita lo spauracchio rosso (l’Araldo dello spettacolo, il 5 marzo 1964, scriveva: «Si tenta di fare sul cinema il primo esperimento di concreta collaborazione comunista-socialista per assicurarsi il controllo di un settore di essenziale importanza politica, economica e sociale qual è il cinematografo») per impressionare i parlamentari più retrivi. L’allarme trae nuovo alimento dalle dichiarazioni rilasciate dal ministro Corona al termine dell’ottava ed ultima riunione della commissione di studio da lui costituita: a

Anteprima della Tesi di Mario Brucker

Anteprima della tesi: Politica e militanza: le riviste cinematografiche negli anni Settanta, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Mario Brucker Contatta »

Composta da 423 pagine.

 

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