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Correnti iperconcentrate in ambiente montano: aspetti modellistici

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Debris flows e territorio montano 1.3 1.2.2 INTERAZIONI TRA SISTEMA NATURALE E ANTROPICO. Nell’ultimo decennio l’incremento nei territori montani del pericolo legato all’occorrenza di eventi di colate di detrito può essere considerato come il risultato di un’interazione tra i processi naturali di erosione del territorio e di movimentazioni di sedimenti e l’incrementata presenza antropica in tali territori. La mitigazione degli effetti distruttivi delle colate di detrito si realizza sia attraverso interventi sul sistema fisico cui consegue l’alterazione della dinamica legate agli eventi di colata, sia attraverso una modificazione delle modalità con cui la presenza umana si insidia sul territorio (DAVIES, 1997). Il concetto di pericolo naturale nasce dalla presa di coscienza di questa interazione, ed è frutto di un processo di valutazione dal punto di vista antropico. Ciò è tanto più evidente quanto più si considera il sistema naturale come un sistema autonomo, costituito da un insieme di sistemi e sottosistemi variamente connessi e interdipendenti, ciascuno di essi comprendente ulteriori componenti con un proprio individuale comportamento e governato da leggi proprie. Quando uno di questi sistemi o sottosistemi è potenzialmente utile, allora è visto dal sistema antropico come risorsa, mentre se è potenzialmente dannoso è concepito come pericolo. In assenza di sistema antropico (DAVIES, 1997): «there are neither resources nor hazards, only natural systems, and a flood in a river for example is not a problem; it is simply a part of the natural behaviour of the system». Non sempre l’interazione negativa tra i due sistemi è assolutamente imprevedibile: molto spesso infatti un pericolo naturale si manifesta in quanto la presenza antropica sul territorio si è realizzata senza tenere nella dovuta considerazione la possibilità di una sua interazione negativa con il sistema naturale nel quale si insediava. In particolare l’urbanizzazione delle zone dei conoidi alpini, effettuata senza tenere in considerazione sia il grado di dissesto del bacino sia fenomeni parossistici pregressi, ha determinato situazioni in cui il pericolo effettivo, se non del tutto eliminato, avrebbe potuto essere almeno mitigato. Seppur l’urgente necessità di ridurre i danni generati dall’occorrenza di eventi parossistici sul territorio potrebbe essere soddisfatta attraverso una radicale modifica degli assetti antropici sul territorio, incontrando essa ostacoli sia di natura politica sia di natura sociale, occorre frequentemente optare o per soluzioni strutturali di controllo o di arresto delle correnti solido- liquide o per soluzioni di previsione in tempo reale delle stesse, unitamente a sistemi di allerta e di evacuazione. Risulta pertanto di fondamentale importanza il miglioramento della previsione delle caratteristiche legate all’occorrenza, propagazione arresto e deposito delle colate di detrito, mediante lo sviluppo di modelli che, se supportati da affidabili osservazioni e valutazioni di campo, costituiscono il punto di partenza per una migliore comprensione della fisica del fenomeno (Schema §1).
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Correnti iperconcentrate in ambiente montano: aspetti modellistici

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Franzi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in dottorato di ricerca in Ingegneria idraulica
Anno: 2001
Docente/Relatore: Gennaro Bianco
Istituito da: Politecnico di Milano
Dipartimento: DITIC
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

FAQ

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Parole chiave

colate detritiche
debris flow
dissesto idrogeologico
frane liquefatte
idraulica montana
trasporto solido
ingegneria idraulica
sistemi idrogeologici
debris flood
correnti iperconcentrate

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