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Aspetti epidemiologici della Crimean-Congo Haemorragic Fever, con particolare riferimento all'allevamento e alla macellazione dello struzzo

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7 La febbre Lassa è una malattia diagnosticata per la prima volta alla fine degli anni sessanta, dopo un’epidemia verificatasi in un ospedale di una missione a Jos in Nigeria; durante questa epidemia molte persone hanno contratto la malattia in ospedale e sono decedute. All’inizio si pensava che la malattia fosse fortemente virulenta e di tale gravità da causare spesso la morte dei soggetti colpiti. Studi successivi, condotti principalmente da gruppi che lavoravano in Sierra Leone e in Liberia, hanno dimostrato che la mortalità era più bassa di quanto si sospettasse in precedenza e che l’infezione era molto più comune di quanto si credesse (51). L’ospite naturale del virus Lassa è un roditore: Mastomys natalensis che è molto diffuso in molte parti dell’Africa; questo roditore è in grado di trasmettere il virus all’uomo per aerosol (1, 51). La febbre Lassa è una malattia presente nei Paesi dell’ovest dell’Africa e ha andamento stagionale, con punte più alte durante la stagione secca, anche se nelle zone endemiche si verificano casi di malattia durante tutto l’arco dell’anno. La malattia nell’uomo ha un periodo di incubazione che dura all’incirca sette giorni, ma può prolungarsi in alcun casi sino a tre settimane. La sintomatologia è caratterizzata da ipertermia, astenia, dolori muscolari, cefalea, enterite con diarrea e dolori addominali, dolori toracici; nell’80% dei casi è presente una faringite ulcerativa. Nelle forme più gravi, sono presenti edemi della faccia e del collo, emorragie capillari, complicazioni a livello del SNC e insufficienza respiratoria; il tasso di mortalità dei pazienti ospedalizzati varia dal 30 al 50%; si stima che ci siano da 10 a 20 casi di infezione nella popolazione per ogni malato ospedalizzato e pertanto la percentuale dei decessi, in rapporto al numero delle persone infettate, sarebbe quindi dell’1-2% (1).
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Indice dalla tesi:

Aspetti epidemiologici della Crimean-Congo Haemorragic Fever, con particolare riferimento all'allevamento e alla macellazione dello struzzo

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Informazioni tesi

Autore: Andrea Codato
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 1998-99
Università: Università degli Studi di Milano
Facoltà: Medicina Veterinaria
Corso: Medicina Veterinaria
Relatore: StefanoCamisasca
Lingua: Italiano
Num. pagine: 88

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Parole chiave

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cchf
crimean-congo haemorragic fever
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haemorragic fever
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