Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Migliorare la qualità nei servizi ospedalieri. Una ricerca di psicologia applicata

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

14 concreto, ma qualcosa di intangibile. Per di più i problemi sottostanti la domanda spesso non esistono “in natura”, nella realtà. “Potremmo affermare che i problemi hanno bisogno di essere pensati per esistere, non essendo dati naturali, […] in una qualche misura li dobbiamo costruire. Per fare ciò, quindi per pensarli, individui e organizzazioni devono ricorrere – in genere lo fanno inconsapevolmente – a strumenti per pensare, quadri di riferimento, contenitori, pezzi di pensieri già pensati” (Orsenigo, 1999B, pag. 14-15; si veda anche: Orsenigo, 1999A; Olivetti Manoukian, 1998). Alla base della richiesta vi è una rappresentazione mentale spesso confusa, offuscata, non chiaramente definibile, maneggiabile e trattabile, che ha a che fare con bisogni, sofferenze, disagi, mancanze e non con elementi materiali. Così, o la domanda viene accolta e trattata solo nel caso in cui si uniforma a ciò che organizzazione, gruppo e operatore possono riconoscere e manipolare come tale, all’interno quindi di una modalità autoreferenziale standardizzata e di una visione dei problemi come oggetti statici; oppure viene accolta attraverso un lavoro dialogico tra le persone che ha come fine non solo quello della chiarificazione, ma anche e soprattutto quello di una vera e propria co-costruzione mentale, una rappresentazione condivisa dell’oggetto su cui si andrà a lavorare, considerando in questo caso i problemi come elementi dinamici, instabili e sfuggenti. L’analisi della domanda – e del problema – ha cioè il fine di evitare una modalità autoreferenziale di agire, al fine di erogare servizi realmente utili, che non possono essere pensati, progettati e realizzati prima della loro erogazione. Servizi che, come vedremo fra poco, coinvolgono inevitabilmente il soggetto in posizione attiva, a partire da ciò che lui ha “denunciato” come problema. Emerge così l’importanza di uno strumento apparentemente banale, ovvero quello dell’ascolto. L’ascolto, sia letteralmente che metaforicamente, può aiutare l’operatore a farsi “contenitore” del soggetto e di ciò che questo si porta dietro. L’ascolto permette cioè non solo l’accoglimento del bisogno e della sofferenza del soggetto, ma anche la sua interpretazione (Capranico, 1992).

Anteprima della Tesi di Michele Benetti

Anteprima della tesi: Migliorare la qualità nei servizi ospedalieri. Una ricerca di psicologia applicata, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Michele Benetti Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4564 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.