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Le relazioni di fiducia nella gestione della conoscenza nelle organizzazioni

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15 possa chiamarsi propriamente fiducia, anche se favorisce la cooperazione. Altri fattori (ad esempio, la coercizione) possono infatti incentivare un comportamento cooperativo, ma spesso più che forme di fiducia sono forme di controllo. In realtà, il rapporto tra fiducia e controllo è molto complesso. Ciò sarà più volte sottolineato e, nel cap. 3, ampiamente spiegato. 2. fiducia basata sul calcolo (calculus-based trust): è basata su una scelta razionale, tipica degli scambi economici. Il trustor ha la percezione che il trustee intenda compiere un’azione vantaggiosa per lui. Questa percezione deriva sia dalla fiducia basata sul deterrente, ma anche e soprattutto dalle informazioni sulle intenzioni e sulla competenza dell’altro, ottenute tramite reputazione (ossia fidandosi dei racconti di altri sul trustee), o tramite certificazione. Pare che all’interno di questo tipo di fiducia, gli autori non contemplino l’esperienza diretta, tipica invece della terza forma. Le parti si fidano, ma dietro verifica. Il concetto di verifica non è purtroppo approfondito: da un lato, è sicuramente precedente alla decisione di fidarsi, nel senso che per fidarsi sono necessarie alcune condizioni: informazioni sull’affidabilità del trustee (bisogna per esempio verificare la credibilità delle informazioni che circolano sulla sua reputazione); dall’altro, potrebbe anche essere verifica “post- decisione”, ossia controllo dell’operato del trustee una volta che il compito gli sia già stato affidato. 3. fiducia relazionale (relational trust): deriva dalle interazioni ripetute. La reputazione è costruita dall’esperienza diretta. Non solo: secondo gli autori, in questo caso interviene anche l’emozione, poiché le interazioni frequenti e a lungo termine formano un attaccamento basato sulla preoccupazione e la cura interpersonale 12 . Essa può anche superare eventuali violazioni, a differenza della fiducia basata sul calcolo, che ne sarebbe invece penalizzata fino 12 Gli autori la chiamano care, proprio come Nonaka e Nishiguchi (Nonaka, I., Nishiguchi, T., Knowledge Emergence. Social, Technical, and Evolutionary Dimensions of Knowledge Creation, Oxford University Press, New York, 2001), secondo i quali è lo stadio relazionale ideale di un “ba”, ossia di un luogo che favorisca la creazione di conoscenza (cfr. par. 5.2.1.2).

Anteprima della Tesi di Rosa Postorino

Anteprima della tesi: Le relazioni di fiducia nella gestione della conoscenza nelle organizzazioni, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Rosa Postorino Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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