Qualità dell'e-learning. Esperienze italiane e buone pratiche internazionali

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Scoprendo l’e-learning obiettivi primari l’identificazione di elementi in comune e di differenze tra le interazioni faccia a faccia e quelle mediate dal computer nell’ambito di un corso di formazione. Alla fine i risultati hanno portato gli autori a poter affermare che esistono notevoli aspetti in comune tra i comportamenti descritti da Johnson & Johnson riguardo le relazioni faccia a faccia 23 e quelli degli studenti on line. Non mancano le differenze determinate dai diversi ambienti in cui avviene la formazione: l’interazione on line deve fare a meno delle componenti non verbali della comunicazione che sono di primaria importanza nelle interazioni faccia a faccia e, ancora, l’apprendimento on line avviene in gran parte in modo asincrono diversamente dal botta e risposta immediato rilevabile in un gruppo di individui nella stessa stanza. Certo, se da un lato si può avere un impoverimento della comunicazione, dall’altro c’è la possibilità di riflettere con calma su informazioni, battute, osservazioni. L’aspetto importante è dato dal fatto che l’e-learning esce da questa e da altre ricerche 24 come metodo in grado di promuovere un apprendimento collaborativo, sfatando le varie obiezioni che lo considerano agente di innesco di effetti negativi come la perdita di significatività delle relazioni sociali e del senso della comunità. Altra potenzialità dell’e- learning a livello di metodologia di insegnamento/apprendimento riguarda l’ambito della pratica, dell’uso reale di strumenti e metodi studiati a livello teorico. Una importante esperienza in questo senso arriva dall’Università di Genova ed è stata presentata a Praga in occasione del convegno sull’ODL organizzato dall’EDEN 25 . Si tratta del modello VLAB, un approccio per l’accesso remoto agli strumenti di laboratorio e alle attività sperimentali basato, appunto, sul concetto di laboratorio virtuale. “Gli studenti accedono al web server per visionare gli ipertesti che descrivono le attività di laboratorio, gli strumenti ed i manuali di riferimento, poi entrano nell’ambiente. Iniziano la loro sessione di pratica scaricando VLAB e scegliendo l’esperimento al 23 Johnson, D. W., & Johnson, R. T. Cooperation and the use of technology. In D. H. Jonassen (Ed.), Handbook of research for educational communications and technology (pp. 1017-1044). New York: Simon and Schuster Macmillan. (1996) 24 Roxanne Hiltz, Collaborative Learning in Asyncronous Learning Networks: Bilding Learning Communities, New Jersey Institute of Tecnology, 1998 consultabile al sito http://eies.njit.edu/~hiltz/collaborative_learning_in_asynch.htm 25 Marco Chirico, Anna Maria Scapolla, The role of practice in engineering distance education, presente nel Book of Essay, The First Research Workshop of EDEN, Research and Innovation in Open and Distance Learning, Prague, 16-17 March 2000, pp. 1-5

Anteprima della Tesi di Simone Costa

Anteprima della tesi: Qualità dell'e-learning. Esperienze italiane e buone pratiche internazionali, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Simone Costa Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

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