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La distribuzione di bevande in Polonia

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Capitolo primo – Le bevande: mercati internazionali 15 paesi UE (66% di tutto il mercato) con in testa Francia (18%) e UK (17 %). L’export di spirit tedeschi dopo un periodo di crescita modesta tra il 1991 e 1994 (fenomeno dovuto agli ordinativi provenienti dall’est Europa) anno nel quale raggiunse il valore di 231 milioni di bottiglie è andato progressivamente perdendo vigore fino a far registrare un dato di 84 milioni nel 1999. E’ comunque sbagliato ritenere che tutto il mercato degli spirit sia in crisi, se da un lato i black spirits sono innegabilmente in difficoltà (con brandy e cognac in testa) i white spirits stanno registrando buoni incrementi. Tra questi nel 1999 la grappa è stata il segmento con il maggiore tasso di crescita, ma anche la vodka (che vanta volumi ben maggiori ed è forte di un buon credito tra il pubblico giovanile che le deriva dal suo respiro internazionale e dalla sua versatilità come prodotto facile da miscelare) è innegabilmente un prodotto di successo in Germania. Nonostante sia ben al di sopra della media europea il consumo pro capite di spirit è sceso sotto i 6 litri ben lontano dal valore di 8 che poteva vantare la Germania Ovest nel 1980. Il tipico consumatore tedesco di spirit è di mezza età e risiede al nord ed a est del paese ora è indubbio che tale profilo debba cambiare a seconda del tipo di spirit considerato, per esempio per la vodka i maggiori consumatori si trovano nella fascia di età compresa dai 14 ai 29 anni. Il 56% degli spirit in Germania viene venduto dal produttore o importatore ai grossisti mentre il restante viene venduto direttamente alle varie catene distributive. Il 15% del prodotto nel 1999 è stato veicolato dal canale horeca, tale valore era del 17% nel 1993. Le previsioni sono tutt’altro che rosee visto che i consumi sono previsti in calo ulteriore anche a cause di ulteriori probabili restrizioni in materia di pubblicità di alcolici, abbassamento del livello di alcool permesso alla guida e a campagne salutiste miranti a deprimere i consumi di alcool. Ci saranno fusioni ed acquisizioni tra i produttori locali e non è escluso qualche take over da parte di produttori esteri. Le distillerie minori saranno costrette a crearsi proprie nicchie di mercato pena la loro scomparsa. Inoltre si prevede una ulteriore contrazione dei consumi horeca a favore dei consumi domestici. 1-9 IL MERCATO DELLE BEVANDE ALCOLICHE NEGLI U.S.A. Il mercato statunitense delle bevande alcoliche é valutato circa 160 miliardi di $ di questi il 52% proviene dalla vendita di birra, il 31% da vino e 17% da spirit. Delle 3 categorie sopra menzionate il vino è quello che promette di avere la più forte crescita (tassi di incremento del 5% annui) ed in particolare il vino rosso forte dei commenti positivi di report medici è quello che vanta le prospettive migliori. Il mercato della birra sarà interessato nei prossimi anni da una modesta crescita, forza trainante di questa è l’atteso incremento del numero dei consumatori tra i 20 e 25 anni. Il settore spirit è da tempo in declino, a ciò ha contribuito in maniera determinate l’accresciuta consapevolezza dei consumatori della scarsa salubrità di questi prodotti. Si muovono in controtendenza gli spirit di alta qualità (effetto diretto del maggior potere d’acquisto dei consumatori) e tra questi i prodotti importati stanno godendo di eccezionali tassi di crescita (nel 1998 +14%). Anche il vino importato (nel 1998

Anteprima della Tesi di Stefano Giardini

Anteprima della tesi: La distribuzione di bevande in Polonia, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Giardini Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.