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L'auditing dei sistemi informativi con la metodologia CobiT 3. Il caso Olivetti

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Tesi di Laurea di Giulio Saitta: “L’Auditing dei sistemi informativi con la metodologia CobiT 3. Il caso Olivetti.” 9 possa così fungere da referente nel rapporto tra l’organo amministrativo e l’organo di controllo sindacale 10 . Dopo aver così puntualizzato e sensibilmente arricchito la funzione di sorveglianza dell’attività gestoria, ai sindaci viene quindi attribuito un controllo di sistema 11 , collegato sempre a funzioni di alta vigilanza. Come accennato essi debbono infatti verificare l’adeguatezza della struttura organizzativa, di controllo interno ed amministrativo contabile. Il T.U. viene così a rivalutare significativamente il c.d. ispettorato interno (Internal Auditing), ovvero quella funzione costituita nell’ambito aziendale ed incaricata di effettuare un quotidiano controllo sulla correttezza amministrativa, il cui efficace funzionamento si rimette adesso alla vigilanza dei sindaci. Tale struttura è invero nuova per il diritto commerciale comune, ma non per il diritto bancario e degli intermediari finanziari in genere. Qui la direzione dell’ispettorato interno è ben conosciuta ed è da tempo tenuta a dialogare con il Collegio sindacale 12 . L’emersione adesso di tale struttura anche nell’ambito della disciplina delle società quotate contribuisce senz’altro ad arricchire la gamma di controlli sull’amministrazione, esonerando i sindaci da un controllo analitico degli atti ed indirizzandoli piuttosto verso un controllo dell’adeguatezza degli assetti e delle procedure organizzative: un “controllo dei controlli” appunto. Al Collegio sindacale viene altresì richiesto di valutare e vigilare sull’adeguatezza del sistema amministrativo contabile posto in essere dalla società nonché sull’affidabilità di quest’ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione, compito per il quale i sindaci possono avvalersi anche individualmente, ma sotto la propria responsabilità e a proprie spese, di loro dipendenti e ausiliari (art. 151, comma 3). 10 B. Quatraro, Guida al Diritto, n. 19 del 16 maggio 1998: “Concordiamo con S. Fortunato nel ritenere che la lettera dell’art. 149 sembra delimitare la funzione del Collegio Sindacale delle società quotate all’alta vigilanza e quindi non più e non tanto sulle singole operazioni poste in essere dall’organo amministrativo. Nella grande impresa, insomma, non sarebbe realistico pretendere dai sindaci un controllo pressoché quotidiano e analitico dell’attività gestoria, come sembra assumere la disciplina di diritto comune”. Vedasi anche la Relazione conclusiva della Commissione Scientifica del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, in “Italia Oggi”, pag. 57 del 9 dicembre 1997. Ancora sul tema: F. Dezzani, in “Il fisco” n. 18/1998, pag. 68, sempre citando S. Fortunato: “La correttezza è conformità a regole, pur non espressamente legificate, di buona amministrazione, regole che attraverso il principio di diligenza professionale assumono rilevanza giuridica”. 11 P. G. Marchetti, Corporate Governance e disciplina societaria vigente, in Riv. Soc., 1997, pag. 199. 12 Cfr. Istruzioni della Banca d’Italia 30 luglio 1996 e la deliberazione del Comitato Interministeriale per il credito e il risparmio del 2 agosto 1996.
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Informazioni tesi

  Autore: Giulio (Cesare Riccardo) Saitta
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Valter Cantino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 275

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