Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'Mlu nel parlato del bambino

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Il contesto Perché l’enunciato abbia un senso, deve essere considerato all’interno del contesto in cui ha luogo e deve conformarsi alla situazione comunicativa contingente, quindi dev’essere collocato all’interno della dimensione comunicativa, tanto che coincide con un’intenzione comunicativa (Beccaria, 1994). Di conseguenza, l’enunciato porta uno solo dei possibili significati della frase che lo descrive, ma porta anche qualcosa di più del singolo significato letterale e cioè il senso corrispondente al significato collegato al contesto di realizzazione afferma che (Levinson, 1983). La conversazione è organizzata sul piano sociale non solo in termini di chi parla, a chi e in che lingua, ma come un piccolo sistema d’azione faccia a faccia, accettato da tutti coloro che vi partecipano e retto da un proprio rituale, cioè un incontro sociale. L’atto comunicativo pertanto deve tenere conto sia degli individui che partecipano all’interazione, sia del contesto sociale e naturale in cui la comunicazione ha luogo (cfr. Goffman, 1964). L’importanza del contesto è fondamentale in quanto determina la competenza comunicativa, ossia l’insieme di precondizioni, conoscenze e regole che rendono possibile e attuabile per ogni individuo il significare e il comunicare (Zuanelli e Sonino, 1981) e anche la capacità di produrre e capire messaggi, che pongono l’individuo in interazione comunicativa con altri parlanti. Questa capacità comprende non solo l’abilità linguistica e grammaticale (di produrre e interpretare frasi ben formate), ma anche una serie di abilità extralinguistiche correlate, che sono sociali, cioè saper adeguare il messaggio alla situazione specifica, oppure semiotiche, cioè saper utilizzare altri codici, oltre a quello linguistico, come per esempio quello cinesico, le espressioni facciali, il movimento delle mani (Ricci Bitti e Zani, 1983). Un’interessante definizione di contesto, nell’ambito della psicolinguistica, è quella della Ochs (1979). L’Autrice per contesto intende: a) l’ambiente fisico immediato nel quale la comunicazione ha avuto luogo: parlante, ascoltatore, altri presenti, locazione nel tempo e nello spazio, attività; b) l’ambiente linguistico nel quale la comunicazione ha avuto luogo: discorso precedente e seguente; non esiste dunque una linea di demarcazione tra linguaggio e contesto, dato che il linguaggio stesso può essere contesto; c) l’ambiente psicologico e sociale nel quale i parlanti operano; tale ambiente porta con sé aspettative e valori culturali, oltre a processi interazionali e cognitivi, che hanno un effetto sui parlanti attraverso cultura e lingue. Ogni dimensione linguistica viene influenzata dal contesto. Si potrebbe dire che un aspetto universale del linguaggio è che esso è sensibile al contesto.

Anteprima della Tesi di Adele Bortolina Berardelli

Anteprima della tesi: L'Mlu nel parlato del bambino, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Adele Bortolina Berardelli Contatta »

 

Questa tesi ha raggiunto 4579 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.