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Metamorfosi dell’arcadia: edizioni e rappresentazioni del sacrificio di Agostino Beccari

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7 un padre avaro, un equivoco tra innamorati che porta ad un doppio suicidio con resurrezione ad opera di Apollo reduce dalla perdita di Dafne, e un finale di sapore borghese di conciliazioni domestiche. Il Tempio d’amore 12 di Galeotto del Carretto, del 1504, si ispira ad un allegorismo di tipo ancora medioevale: tra i vari personaggi allegorici si insinua anche un negromante coinvolto nel processo a Fileno intentato da Amore. Conferma il sostanziale eclettismo di queste esperienze sceniche anche il rifacimento dell’Orfeo di Poliziano, ovvero la Fabula di Orfeo e Aristeo 13 –un primo rifacimento, la Orphei tragoedia, in cinque atti titolati alla latina, è forse opera di Boiardo 14 - risulta appesantito da citazioni mitologiche nelle quali si mescolano le virgiliane Georgiche con le Metamorfosi di Ovidio, mentre i prestiti da Dante, Poliziano e Correggio s’innestano su un tessuto linguistico popolaresco e su una trama infarcita di avvenimenti fantastici, avventurosi e irrealistici. 1.5. L’Orfeo di Poliziano: riscoperta del “terzo genere” antico, la fabula satirica L’Orfeo di Poliziano è messo probabilmente in scena per la prima volta a Mantova nel 1480 (ma A. Tissoni Benvenuti sostiene più plausibile una data compresa tra il 1471 e il 1473 15 ) alla presenza del cardinale Francesco Gonzaga. Marzia Pieri sostiene che si può ricondurre a tutti gli effetti alla tradizione delle “rappresentazioni” sopra citate: la sua funzione sarebbe più spettacolare che letteraria, come suggerisce la stampa tarda, sicchè verrebbe “a torto isolato dagli storici come episodio eccezionale e capostipite o avventurosamente caricato di significati simbolici. (…) L’operetta, scritta come è noto “in tre giorni infra continui tumulti”, condivide a ogni effetto questo effimero status di “oggetto testuale“. 16 Pieri sostiene la tesi delle ragioni “squisitamente sceniche” che hanno condotto il Poliziano alla sua composizione, forse sollecitata dal ricordo di qualche momaria vista a Venezia. Dello stesso avviso è Elena Povoledo, che sottolinea che l’Orfeo è stato scritto 12 La princeps è Milano 1518; seguirono un’altra edizione milanese l’anno successivo ed una veneziana nel 1524. 13 La favola di Orfeo e Aristeo. Festa drammatica del secolo XV edita da Guido Mazzoni, Alfani e Venturi, Firenze, 1906. 14 La probabile paternità del Boiardo e non del Tebaldeo, come a lungo si è ritenuto, è sostenuta in modo convincente da A.T. Benvenuti in La fortuna teatrale dell’ “Orfeo” del Poliziano e il teatro settentrionale del Quattrocento, in Culture regionali e letteratura nazionale, atti del VII congresso, Bari, 1970, pp. 397-416. 15 A.T. Benvenuti, Il viaggio d’Isabella d’Este a Mantova nel giugno 1480 e la datazione dell’ “Orfeo” di Poliziano, “Giornale storico della letteratura italiana”, CLVIII, 1981, pp. 368- 383. 16 Marzia Pieri, La scena boschereccia cit., p. 7.

Anteprima della Tesi di Daniela Sepulcri

Anteprima della tesi: Metamorfosi dell’arcadia: edizioni e rappresentazioni del sacrificio di Agostino Beccari, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Daniela Sepulcri Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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