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Resistenza e classe operaia a La Spezia

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venne ridimensionato a danno dei lavoratori, di cui molti furono licenziati, altri retribuiti con salari enormemente decurtati. Il porto mercantile, che durante la guerra aveva avuto un notevole in- cremento di traffici (quasi un milione di tonnellate di merce all’anno), ri- dusse l’attività: nel 1923 da qui transitò quasi lo stesso quantitativo di merci che il porto aveva registrato nel 1913 (mezzo milione di tonnellate). 7 “Negli scali dell’Arsenale, dove ogni biennio veniva costruita una dreadnought, dopo la Prima Guerra non venne più impostata una nave, perché la costruzione fu affidata all’industria privata”. 8 Questa è la prova sia della difficile situazione vissuta allora dal maggiore stabilimento citta- dino, sia, all’inverso, della ripresa di altri impianti. Tale ripresa fu più evidente ed investì l’intera industria nel 1923 e nel quinquennio successivo, quando o si registrarono i risultati positivi conse- guenti alla riconversione postbellica, o fu ripresa l’attività tradizionale, quella di carattere militare. A ciò contribuì anche la produzione di energia elettrica ad opera della società che dal 1927 avrebbe acquisito il nome di Compagnia Imprese Elettriche Liguri (CIELI): essa installò un elettrodotto da 60.000 volt, a cui 7 Cfr. C. Musso, op. cit., p. 604: la crisi che colpì il Porto mercantile non sortì particolare stupore, poiché la struttura era di costruzione recente (ultimo decennio del secolo XIX). Il ritardo con cui la città venne fornita di un porto mercantile fu causato da due motivi: la sua collocazione situata tra due porti molto svi- luppati, Genova e Livorno, ostili alla nascita di un altro concorrente; ed il pessimo collegamento della provincia spezzina con la pianura emiliana. 8 T. Del Chicca, La Spezia di ieri e di oggi, in Comune di La Spezia, La Spezia Rivista del Comune, 1953, n° 2. Cfr. anche G. Galuppini, L’Arsenale di la Spezia nel centenario della sua inaugurazione, in Rivista Marittima, Estratto dal fascicolo di Luglio-Agosto 1969, La Spezia, Stato Maggiore della Marina, 1969, p. 69: «le ultime due unità costruite sugli scali dell’Arsenale furono la nave appoggio idrovolanti Miraglia e la nave reale Savoia». La «Miraglia» fu varata il 20 Dicembre 1923, il «Savoia» il 1° Settembre dello stesso anno.
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Resistenza e classe operaia a La Spezia

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Informazioni tesi

  Autore: Roberta Tarabusi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Augusta Molinari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

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