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Vita quotidiana a Firenze nei mesi della Repubblica Sociale Italiana

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11 più antichi. A volte, quando l’oscuramento era più rigido, i passeggeri dei tram non riuscivano neanche a capire in quale parte della città si trovassero e non era inusuale che scendessero alla fermata successiva o precedente a quella utile. Anche se nessuno, come già accennato, credeva alla possibilità di un bombardamento, fu deciso che sei suoni della durata di 15 secondi ciascuno avrebbero annunciato l’inizio dell’allarme aereo, mentre un lungo suono continuo di due minuti avrebbe informato la popolazione che poteva uscire dai rifugi e tornare a dedicarsi a ciò che stava facendo prima di essere interrotta. Per non creare confusione le sirene delle fabbriche e quelle dei vigili del fuoco non furono più fatte suonare. In realtà nei primi anni di guerra gli allarmi furono molto sporadici. Secondo i dati forniti da Giuseppe Albi 2 , un fiorentino, che, all’epoca, annotò su un blocco tutti gli allarmi, risulta che nel ’40 ne suonarono 3, 9 nel ’41 e 7 nel ’42. D’altronde la maggioranza dei fiorentini, spinta da un’irrefrenabile curiosità e da una sconfinata fiducia, continuava ad ignorare gli appelli delle autorità che pregavano i cittadini di accorrere immediatamente nei rifugi non appena avessero udito l’allarme. A proposito di rifugi, di questi ne erano già stati costruiti molti e altri furono aggiunti proprio durante il mese di luglio del '43. I più importanti e capienti erano quelli che si trovavano nelle maggiori piazze della città, quali piazza Taddeo Gaddi, piazza Pier Vettori, piazza Donatello, piazza Savonarola, piazza d'Azeglio, piazza Tasso, piazza Santa Croce, piazza Vittorio Veneto, piazza Leopoldo, piazza Ciano (attuale piazza Libertà), piazza Indipendenza, piazza della Vittoria, piazza Vittorio Emanuele (attuale piazza della Repubblica), piazza Santa Maria Novella e piazza San Lorenzo (che poteva ospitare sino a 2000 persone). Altri rifugi si trovavano poi a Rifredi, due erano a Campo di Marte, al Largo dello Statuto, presso il Gruppo Fascista Corridoni, nel Giardino dei Semplici e in quello dell'Orticoltura. A questi, in luglio ne furono aggiunti altri dieci. Tra di essi potevano ospitare un numero consistente di persone quello costruito in piazza del Carmine e quello presso la scuola Gian Battista Niccolini a 2 Cfr. A. MARCOLIN, Firenze in guerra, edizioni Medicea, Firenze, ‘94, p. 28.

Anteprima della Tesi di Monica Pieraccini

Anteprima della tesi: Vita quotidiana a Firenze nei mesi della Repubblica Sociale Italiana, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Monica Pieraccini Contatta »

Composta da 344 pagine.

 

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