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Vita quotidiana a Firenze nei mesi della Repubblica Sociale Italiana

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12 Legnaia, che disponevano entrambi di 900 posti. 650 posti c'erano presso la scuola Vittorio Veneto in via XXVIII Ottobre e 510 nel Palazzo Bartolozzi in Via Maggio 11. Insieme ad essi erano state costruite anche delle trincee, una a Porta Romana con 750 posti e una in via Lorenzo di Credi (una traversa di piazza Alberti) con 300. In via della Fornace, adiacente a piazza Ferrucci, si trovava invece una galleria, considerata a prova di bombe e crolli, che poteva ospitare sino a 750 persone. A dimostrazione che neanche le autorità locali fasciste prendevano sul serio l’eventualità di un bombardamento su Firenze, nei primi anni di guerra i provvedimenti per proteggere le inestimabili opere d’arte fiorentine furono esigui e limitati a una “protezione in loco”, ovvero senza trasferire, né tanto meno spostare il patrimonio artistico fiorentino. In pratica, se gli anglo- americani avessero bombardato Firenze negli anni precedenti il ’43, le protezioni aeree non sarebbero riuscite a fare il loro dovere. Ciò nonostante la città, già al 28 ottobre ’40, in occasione della visita di Hitler e Mussolini, era irriconoscibile. Un po’ ovunque si potevano vedere gli inquietanti gabbiotti che nascondevano i più importanti capolavori, quali il Perseo del Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna. La statua di Cosimo I si trovava, invece, sotto un tetto di eternit, la Porta del Paradiso era coperta da un muro di mattoni (ma il resto del Battistero non aveva protezioni), mentre dai tabernacoli erano stati tolti tutti i bassorilievi. Il tabernacolo di via Ricasoli, detto delle “Cinque Lampade” e quello di via Nazionale, detto delle “Fonticine”, erano spariti sotto una muratura. In un primo momento il pulpito del Donatello nella chiesa di San Lorenzo fu protetto esclusivamente da supporti di legno, che furono però successivamente rinforzati 3 . Alla fine del '42, mentre i fiorentini continuavano a pensare a Firenze come “città aperta”, le autorità iniziarono a dimostrare maggiore preoccupazione, tanto che ci si adoperò per trovare dei rifugi per le opere d’arte. Furono così messi a disposizione dai proprietari i seguenti edifici: la Villa di 3 Cfr. P. PAOLETTI, Firenze guerra e alluvione, Becocci, Firenze, ’91, p. 15 e segg.

Anteprima della Tesi di Monica Pieraccini

Anteprima della tesi: Vita quotidiana a Firenze nei mesi della Repubblica Sociale Italiana, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Monica Pieraccini Contatta »

Composta da 344 pagine.

 

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