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Il danno ambientale: sistemi di valutazione metodi di ripristino

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individuabile nella lesione al bene unitario ambiente, si palesa come una sottoclasse dei primi. Una volta definiti i concetti basilari di cui sopra, si sottolinea l’importanza dello strumento della responsabilità civile per danno all’ambiente come strumento di salvaguardia: esso si colloca (insieme all’assicurazione) all’interno dei c.d. strumenti economici in senso lato capaci, secondo una definizione datane dall’OCSE, di incidere sui costi e sui benefici degli operatori economici influenzandone il comportamento in direzione più compatibile con l’ambiente. La collocazione dello strumento della responsabilità civile all’interno della categoria degli strumenti economici si spiega con la considerazione che esso può contribuire a garantire sia il risarcimento dei terzi danneggiati, sia il ripristino dello stato dei luoghi (antecedente al fatto lesivo dell’ambiente). Tale tecnica, soprattutto se unita a forme di copertura assicurativa e di eventuale finanziamento delle attività di bonofica ambientale, funziona quindi come una vera e propria tecnica di allocazione dei costi di riparazione dei danni (c.d. “internalizzazione”). In Italia la norma legislativa di riferimento per quanto concerne la responsabilità civile per danno ambientale è l’art. 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, il quale verrà dunque approfonditamente analizzato. In base ad esso è considerato responsabile del danno chiunque, con dolo o colpa ed in violazione di disposizioni di legge (o di provvedimenti adottati in base a legge), comprometta l’ambiente alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte. La scelta da parte del legislatore del regime di responsabilità per dolo o colpa è stata oggetto di numerose critiche risultando evidente come, nel campo degli inquinamenti ambientali, la prova della colpa o del dolo possa risultare estremamente difficile, quando non impossibile, per il danneggiato. A norma dell’art. 18 della della sopra citata l. 349/86, titolare dell’azione risarcitoria per danno all’ambiente è lo Stato (o gli enti territoriali interessati): tale disposizione configura una situazione di monopolio della pubblica amministrazione che, in una materia così delicata , non ha mancato di sollevare grosse perplessità. Ai singoli cittadini (e alle associazioni ambientaliste) è stata sostanzialmente riservata solo la

Anteprima della Tesi di Marco Lucio Giordano

Anteprima della tesi: Il danno ambientale: sistemi di valutazione metodi di ripristino, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Lucio Giordano Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.