Il finanziamento del settore non profit: la prospettiva della banca etica

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La dinamica dell’impresa sociale, sottolineano i suoi sostenitori, è fondata sulle energie che nell’economia tradizionale vengono lasciate inattive. Alcuni identificano le risorse essenziali impiegate dall’impresa sociale dividendole in quattro grandi categorie: risorse umane non essenziali, culture d’impresa non utilizzate, risorse pubbliche non utilizzate, risorse considerate come costi. 6 a) Le risorse umane non utilizzate sono costituite da quelle categorie di cittadini (soprattutto assistiti: anziani, disoccupati, handicappati, pensionati, moltissime donne) esclusi dalla produzione e che vengono spesso destinati alla non- produzione. b) Le culture d’impresa non utilizzate sono: le capacità imprenditoriali, di innovazione e invenzione, la propensione al rischio, esistenti nei mondi marginali che vengono relegate nel ghetto dell’economia informale, quando non sono addirittura impedite nella loro manifestazione. Questa situazione nasce anche dal relegare le tecnologie più semplici, fruibili anche dai non iniziati (quindi anche dalle categorie di cui al punto a, ai margini del sistema produttivo, che tende in tal modo alla loro progressiva eliminazione. c) Le risorse pubbliche sono incalcolabili nel nostro Paese: si va dall’enorme patrimonio costituito dai beni culturali e ambientali, ai terreni del demanio, agli edifici pubblici completati e mai utilizzati, a tutti quei luoghi pubblici lasciati all’incuria dell’uomo e degli agenti naturali. d) Le risorse considerate come costi: sono gli apparati assistenziali e quelli pubblici in generale, gli amministratori, gli addetti alla formazione, e tutti coloro che, pur avendo notevoli competenze e costituendo un grande insieme di risorse, funzionano solo come costo puro. L’impresa sociale non rinnega il mercato, anzi ne è attore consapevole e partecipe, in essa l’assistenza non si confonde con l’assistenzialismo. Colui che vi lavora è un assistito, ma il lavoro che svolge non è lavoro assistito bensì lavoro di qualità, definito come attività; il ruolo del lavoro è quello di trasformare lo stato dei rapporti tra operatori e utenti, in una situazione ove gli assistenti non erogano lavoro agli 6 La classificazione qui operata è proposta in DE LEONARDIS, MAURI, REVELLI, L’impresa sociale, Anabasi, Milano, 1994, pag. 21 e successive.

Anteprima della Tesi di Luigi Lampetti

Anteprima della tesi: Il finanziamento del settore non profit: la prospettiva della banca etica, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Luigi Lampetti Contatta »

Composta da 357 pagine.

 

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