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L'altra Venezia: il Parco di San Giuliano e il rinnovo territoriale

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20 lagunare 9 . Egli mette in guardia Venezia dai suoi nemici - i fiumi, il mare, gli uomini - e la esorta ad avere cura di sé tempestivamente, pena il rimanere deserta e senza difesa. Ma cosa sono le lagune? Le lagune sono sistemi transitori, prodotti di un regime ambientale determinato dal rapporto tra fiumi, terra e mare in cui i fenomeni che ne provocano la nascita possono minacciarne l’esistenza. Sono bacini di acque creati dalle foci di fiumi che sboccano in mare lungo coste dai bassi fondali. Il paesaggio lagunare presenta specchi d’acqua poco profondi, costellati da isole di natura argillosa, percorsi da canali navigabili, in comunicazione con il mare e separati da questo per mezzo di sottili cordoni di sabbia. Questo paesaggio si viene formando attraverso i detriti fluviali (sabbie e limi) che vengono sospinti al largo delle foci, grazie all’azione delle correnti marine, depositandosi poi, per effetto della gravità, sul fondo, creando, a distanza dalla terraferma, i tipici sbarramenti sabbiosi 10 . Questi cordoni litoranei paralleli alla costa divengono poi dei veri e propri lidi per il continuo deposito di sabbie in forma di dune da parte del moto ondoso del mare. Le aperture che separano la laguna dal mare sono dette bocche di porto e sono foci di fiumi restate incluse nel bacino lagunare. Hanno una funzione vitale per la laguna poiché consentono il passaggio delle correnti di flusso e riflusso che si producono tra mare e laguna quando il mare è soggetto ad oscillazioni di marea, ossia a variazioni periodiche del proprio livello. Il periodico ricambio di marea mantiene pulita la laguna. La laguna sopravvive come tale solo se esiste un corretto bilancio fra i diversi fenomeni che ne condizionano l’evoluzione. Qualora prevalgano gli apporti solidi, la tendenza evolutiva del bacino lagunare è l’interrimento, quindi la scomparsa del bacino stesso. Se il bilancio complessivo dei sedimenti è negativo, 9 “ Quanto fur grandi le tue mura il sai, / Venetia, hor come le s’attrovan vedi; / e s’al periglio lor tu non provedi / deserta e senza mura rimarrai. / Li fiumi, e ‘l mar, e gl’huomeni tu hai / per hinimici, e ‘l provi, e non lo credi: / non tardar, apri gli occhi, e muovi i piedi / che volendol poi far, tu non potrai. / Scacci i fiumi da te, le voglie ingorde / de gl’ huomeni raffrena, e poscia il mare / restato sol, sempre t’harà obedita. / Deh non aver l’orecchie al tuo ben sorde, / perché con gran ragion ti vò affermare / che il ciel ti diè ne l’acque eterna vita.” La poesia del Sabbadino è riportata da C. Tentori, Della legislazione veneziana sulla preservazione della laguna, Venezia, Rosa, 1792, p. 49. 10 S. Cavazioni, “La laguna: origine ed evoluzione” in G. Caniato, E. Turri, M. Zanetti (a cura di), La laguna di Venezia…Op. Cit., pp. 41-42.

Anteprima della Tesi di Simona Bertone

Anteprima della tesi: L'altra Venezia: il Parco di San Giuliano e il rinnovo territoriale, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Bertone Contatta »

Composta da 262 pagine.

 

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