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Sicurezza 'interna ed esterna' nello sviluppo dell'Unione Politica Europea

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e per la diffidenza diffusa nell’opinione pubblica dopo le recenti ferite della guerra; dall’altra abbiamo gli Stati Uniti e, in parte, il Regno Unito i cui ambienti diplomatici ritenevano per la maggiore necessario la reintegrazione della Germania nel suo ruolo di motore economico del continente. Fu in questo contesto che fu chiesto al ministro degli esteri francese Robert Schuman di elaborare una proposta per riportare la Repubblica Federale Tedesca nell’alveo delle relazioni diplomatiche ed economiche europee. Nel fare ciò Schuman fu supportato da una personalità che viene oggi unanimamente considerata geniale: Jean Monnet. Jean Monnet era un ‘tecnico’ che aveva acquisito una notevole esperienza internazionale lavorando, fra l’altro, alla Società delle Nazioni e in campo bancario negli Stati Uniti, in Cina e come responsabile del Piano di Modernizzazione francese sotto la presidenza De Gaulle. Egli capì, come altri, che una Europa politicamente ed economicamente divisa alimentava la competizione tra le Superpotenze ed era per questo necessario lanciare una integrazione europea che fungesse da stabilizzatore per la pace del continente e, in ultima istanza, mondiale. Già erano in corso dei tentativi di integrazione europea sia in campo economico, vedi l’Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica (OECE) fondata nel ‘48, che in un ambito più generale come il Consiglio d’Europa (1949) nel suo ruolo di tutore dei valori e principi comuni europei. Entrambe queste organizzazioni, pur nella grande portata dei loro intenti (si ricordi, a titolo di esempio, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo elaborata dal Consiglio d’Europa nel 1950), erano nella pratica subordinate alle iniziative nazionali e presentavano dei meccanismi decisionali esposti al veto di ogni singolo Stato. Tutto ciò scaturiva dalla scarsa fiducia reciproca degli Stati europei e, d’altronde, le brutalità della guerra erano ancora ben presenti nella memoria collettiva. A questo punto la grande intuizione di Jean Monnet fu quella di capire che, se volevano essere raggiunti dei risultati concreti, bisognava iniziare l’integrazione da un settore specifico a cui sarebbero dovuti essere aggiunti successivamente altri settori o, se dir si voglia, quote di sovranità nazionali 20 . Era infatti troppo presto per tentare una integrazione politica generale degli stati europei visti i forti sentimenti nazionalisti. La chiave di volta sarebbe stata rappresentata dall’istituzione di 20 Secondo un metodo ‘funzionale’ per cui prima si crea una solidarietà in settori specifici e poi la si estende ad altri settori. In questo senso: G. STROZZI, Diritto istituzionale dell’Unione Europea Dal trattato di Roma al trattato di Amsterdam, Torino, 1998, p. 4
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Sicurezza 'interna ed esterna' nello sviluppo dell'Unione Politica Europea

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Pala
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Andrea Gattini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 223

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