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La giustizia locale

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Rawls considera molto importante esporre la sua critica alle tesi dell’utilitarismo, in particolare di quello classico di cui Sidgwick ha dato la formulazione più chiara e comprensibile. L’idea guida dell’utilitarismo è quella che una società è giusta quando le sue istituzioni maggiori sono in grado di raggiungere il livello più alto di utilità possibile ottenuto sommando quello di tutti gli individui appartenenti ad essa. Secondo Rawls questa idea nasce dall’applicazione di un ragionamento valido per i singoli ad un’associazione di uomini: una persona si comporta in modo naturale se, fatti salvi gli interessi altrui, cerca di ottenere per sé il massimo vantaggio, di realizzare i suoi scopi; dunque perché una società non dovrebbe agire sulla base dello stesso principio? Come il benessere di una persona deriva dal soddisfacimento dei suoi desideri nel corso della sua vita, così il benessere di una società deriva dal soddisfacimento dei sistemi di desideri degli individui che la compongono. Per gli utilitaristi la giustizia sociale è il principio della scelta razionale applicato a una concezione aggregata del benessere del gruppo. C’è un’ulteriore considerazione che rende questa teoria ancora più attraente. I due concetti principali dell’etica sono quelli di giusto e di bene; le teorie teleologiche definiscono il bene indipendentemente dal giusto, e questo è successivamente definito come ciò che massimizza il bene: sono giusti quegli atti o quelle istituzioni che, in un insieme di alternative disponibili, ottengano il maggior bene. Le teorie teleologiche si differenziano quindi per il modo in cui specificano la concezione del bene; esse rendono possibili giudizi sul bene senza riferimento a ciò che è giusto: se ad esempio il piacere viene considerato l’unico bene, non possediamo alcun criterio di giusto per distribuirlo; se invece la distribuzione dei beni è essa stessa un bene, allora non abbiamo più una definizione indipendente del bene, essendo la distribuzione un problema che cade direttamente sotto il concetto di giusto. Il metodo più naturale per giungere all’utilitarismo è quello di adottare per la società nel suo complesso il principio della scelta razionale per un solo uomo: questo è possibile tramite la figura dell’osservatore imparziale e l’uso dell’identificazione simpatetica nel guidare la nostra immaginazione. L’osservatore imparziale, dotato di immaginazione simpatetica, è l’individuo razionale che si identifica con i desideri degli altri come se fossero i suoi; egli

Anteprima della Tesi di Elisabetta Triola

Anteprima della tesi: La giustizia locale, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisabetta Triola Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.