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Il concetto di guerra in Graziano e Tommaso d'Aquino

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(“Quando nel vostro paese andrete alla guerra contro il nemico che vi attaccherà, sonerete a lunghi e forti squilli con le trombe, e sarete ricordati dinanzi all’Eterno, al vostro Dio, e sarete liberati dai vostri nemici” 4 ; “Quando andrai alla guerra contro i tuoi nemici e vedrai cavalli, carri e gente più numerosa di te, non li temere, perché il SIGNORE, il tuo Dio, che ti fece salire dal paese d' Egitto, è con te.” 5 ) e lo invocano in caso di difficoltà, come nel sopra citato caso di Giosuè, durante le guerre fra le tribù narrate nelle Cronache 6 in cui chi gridò invocando o pregando Dio fu da questi ascoltato ed esaudito. L’aspetto essenziale della guerra santa, anche se nell’Antico Testamento si fa menzione solo di “guerre di Yahweh”, è proprio quello della presenza di Dio di fianco ai combattenti di Israele vittorioso, presenza che si traduce in regole e rituali bellici 7 ; uno di questi rituali, secondo quanto 4 si exieritis ad bellum de terra vestra contra hostes qui dimicant adversum vos clangetis ululantibus tubis et erit recordatio vestri coram Domino Deo vestro ut eruamini de manibus inimicorum vestrorum (Numeri 10,9) 5 si exieris ad bellum contra hostes tuos et videris equitatum et currus et maiorem quam tu habes adversarii exercitus multitudinem non timebis eos quia Dominus Deus tuus tecum est qui eduxit te de terra Aegypti (Deuteronomio 10,1) 6 filii Ruben et Gad et dimidiae tribus Manasse viri bellatores scuta portantes et gladios et tendentes arcum eruditique ad proelia quadraginta quattuor milia et septingenti sexaginta procedentes ad pugnam dimicaverunt contra Agarenos vero et Naphei et Nodab praebuerunt eis auxilium traditique sunt in manus eorum amareni et universi qui fuerant cum eis quia Deum invocaverunt cum proeliarentur et exaudivit eos eo quod credidissent in eum ceperunque omnia quae possiderant camelorum quinquaginta milia et ovium ducenta quinquaginta milia asinos duo milia et animas hominum centum milia vulnerati autem multi corruerunt fuit enim bellum Domini habitaveruntque pro eis usque ad transmigrationem (Cronache I 5, 18-22) I figli di Ruben, i Gaditi e la mezza tribù di Manasse, avevano uomini coraggiosi che portavano scudo e spada, tiravano d’arco ed erano addestrati alla guerra, in numero di quaranta-quattro-mila-sette-cento-sessanta, capaci di combattere. Essi mossero guerra agli Agareni, a Ietur, a Nafis e a Nodab. Furono soccorsi combattendo contro di loro, e gli Agareni e tutti quelli che erano con essi furono dati loro nelle mani, perché durante il combattimento essi gridarono a Dio, che li esaudì, perché avevano confidato in lui. Essi presero il bestiame dei vinti: cinquantamila cammelli, duecentocinquantamila pecore, duemila asini, e centomila persone; molti ne caddero uccisi, perché quella guerra proveniva da Dio. E si stabilirono nel luogo di quelli, fino alla deportazione. si egressus fuerit populus tuus ad bellum contra adversarios suos per viam in qua miseris eos adorabunt te contra viam in qua civitas haec est quam elegisti et domus quam aedificavi nomini tuo ut exaudias de caelo preces eorum et obsecrationem et ulciscaris (Cronache II 6, 34) Quando il tuo popolo partirà per far guerra al suo nemico, seguendo la via per la quale tu l' avrai mandato, se t' innalza preghiere rivolto a questa città, che tu hai scelta, e alla casa che io ho costruita al tuo nome, esaudisci dal cielo le sue preghiere e le sue suppliche, e fagli ottenere giustizia. 7 P. Crépon. Le religioni e la guerra. Genova: Il melangolo, 1992, p. 27

Anteprima della Tesi di Elisa Zanoli

Anteprima della tesi: Il concetto di guerra in Graziano e Tommaso d'Aquino, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Zanoli Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

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