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I disastri ambientali sui media: il caso delle petroliere (1976-2001)

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12 nasce sostanzialmente in reazione a una divergenza di natura politica fra Ottone e Montanelli. La composizione delle pagine interne riflette una logica spiccatamente locale, per la quale la sezione del “Giornale di Milano” beneficia dello stesso numero di pagine, due, dedicato al “Giornale dell’interno”, mentre gli esteri si giocano tutte le carte in una “griglia” soltanto. All’inizio del 1976 si assiste alla nascita di “la Repubblica”: l’aumento dell’intervento politico dei quotidiani e il successo dell’“Espresso”, consentono a Eugenio Scalfari, ideologicamente ed economicamente, di progettare un secondo giornale, espressamente di sinistra, eminentemente politico ed economico, che incarna la tendenza dei quotidiani a perdere la prerogativa di dare per primi le notizie. Un altro fattore: il 1976 è l’anno della riforma della RAI, che implica la perdita da parte dei giornali della prerogativa di dare per primi le notizie: l’urgenza della cronaca si smorza e non pochi lettori si rivolgono al “quotidiano di qualità” per leggervi spiegazioni e interpretazioni. “L’Unità”, “organo del partito comunista italiano, dipende inevitabilmente dalle sorti del gruppo di Berlinguer e la composizione delle pagine interne, se da un lato mostra l’attenzione ai fatti economici, di Palazzo e di partito, che totalizzano le prime sei pagine (sulle sedici totali), dall’altro riserva un’insolita attenzione extra-locale, concretizzata nelle due pagine degli esteri. I giornali del campione presentano nel 1976 alcune caratteristiche fondamentali per l’analisi. Da un punto di vista strutturale, il ridotto numero di pagine, fra sedici e ventidue, implica un sistematico buio giornalistico per un numero elevato di eventi, mentre dal punto di vista contenutistico (ed economico), si osserva un invischiamento ai limiti del morboso col mondo della politica e una dipendenza pressoché totale dalle sue logiche: questa condizione si riflette sulla scelta delle news e ammorba inevitabilmente l’agenda setting del lettorato. A ciò si aggiunge una lunghezza focale ancora abbastanza corta che, nonostante le timide aperture dell’“Unità” verso il “globale”, spinge alcune testate come “Stampa” e “Giornale” a conferire molto peso all’informazione locale. 6 Ibidem

Anteprima della Tesi di Stefano Origlia

Anteprima della tesi: I disastri ambientali sui media: il caso delle petroliere (1976-2001), Pagina 9

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Stefano Origlia Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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