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Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo

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1.1 I rapporti tra Stato, Regioni ed Unione Europea Pag. 16 giustifichi, nel nuovo articolo 120, l’esercizio di penetranti poteri statali sostitutivi, né cosa possa mai coordinare l’applicazione del principio di sussidiarietà verticale (nuovo articolo 118 1° comma), se non il raffronto tra l’interesse nazionale e quello delle Regioni. Si potrebbe ritenere che il limite sia stato, per così dire, esemplificato, poiché sia le materie di competenza esclusiva statale (di cui all’articolo 117 2° comma), sia i presupposti per l’esercizio del potere governativo sostitutivo costituiscono forme di manifestazione dell’interesse nazionale 9 . In sostanza l’interesse nazionale continua a vivere, e la conferma viene dal fatto che l’articolo 119, nella nuova versione, richieda che l’autonomia impositiva regionale si eserciti “in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario”. E l’interesse delle altre Regioni? L’articolo 116, nella nuova dizione, disegna la possibilità, per le Regioni più intraprendenti e meglio attrezzate, di usufruire di “ulteriori forme e condizioni particolari d’autonomia”. Si verrebbe a creare, in prospettiva, un federalismo asimmetrico e competitivo che, agli occhi del CNEL, sarebbe particolarmente rischioso nella realtà economica e sociale italiana. Dunque il tema dell’interesse “delle altre Regioni” oggi è destinato a diventare centrale, e un ruolo fondamentale lo svolgerà la Corte Costituzionale la quale, attraverso le sue sentenze volte a dirimere le controversie regionali, potrebbe optare per valorizzare maggiormente un federalismo di tipo concorrenziale o uno di tipo cooperativo. Ulteriori problematiche sorgono in materia di riparto delle competenze dato che il nuovo articolo 117, nella sua attuale formulazione, non lo rende rigido e predeterminato. L’esatta delimitazione dei poteri regionali dipende dall’estensione dei confini di materie attribuite alla competenza esclusiva dello Stato. Così termini come “ordinamento civile” (articolo 117 comma 2 lettera l) o “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” (lettera m del medesimo articolo) si possono prestare a interpretazioni più o meno estensive, a seconda delle circostanze. Il rovente dibattito che si è sviluppato nelle aule parlamentari riguarda più che altro questo aspetto cruciale della riforma, e l’esito finale condizionerà pesantemente il conseguimento o meno dell’obbiettivo federalista. A complicare il quadro viene la storia, forse troppo dimenticata ma che dovrebbe sempre insegnare la strada da seguire. I grandi Stati federali, quali gli USA, il Canada o la Germania, sono nati dall’unione di entità statali precedentemente autonome o addirittura ostili tra loro, mentre non è mai avvenuto che uno Stato unitario si spezzettasse per delegare i suoi poteri ad entità sottostanti 10 . Il rischio di 9 Così il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro nel documento “Osservazioni e proposte- La riforma del titolo V”, reperibile presso il sito Internet www.cnel.it nella sezione “documenti del CNEL”. 10 Si veda a proposito un articolo sul tema di Giovanni Sartori pubblicato sul “Corriere della Sera” del 23/11/2002.
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Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo

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Informazioni tesi

  Autore: Sergio Nichele
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Maurizio Malo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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