Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

1.1 I rapporti tra Stato, Regioni ed Unione Europea Pag. 17 finire in un vicolo cieco, in fondo al quale c’è la dissoluzione dell’identità nazionale e della coesione sociale, è forte. Una garanzia contro questo pericolo viene dal fatto che la riforma, in linea di principio legittima, del titolo V della Costituzione, non può ledere i principi fondamentali fissati nella prima parte della stessa, laddove si proclama che la Repubblica è una ed indivisibile ed essa ha come fondamento la solidarietà tra tutte le componenti sociali e territoriali. Cruciale sarà in questo contesto il ruolo di garanzia costituzionale di cui sono investiti il Presidente della Repubblica, nell’atto di promulgare le Leggi, e la Corte Costituzionale, qualora fosse chiamata in causa per verificare la costituzionalità della normativa in questione. Cambiando tema, più volte la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha evidenziato che il primo passo fondamentale per percorrere la strada del federalismo è quello di dare rapida attuazione all’articolo 119 della Costituzione, quello che attribuisce piena autonomia finanziaria agli enti locali. I problemi maggiori si manifestano in merito ai trasferimenti statali destinati ad integrare, senza vincolo di destinazione, le entrate proprie delle Regioni e le compartecipazioni a tributi erariali. La Legge Costituzionale istituisce un fondo perequativo per i territori a minore capacità fiscale per abitante, stabilendo perciò il principio che le Regioni economicamente più sviluppate dovrebbero essere in grado, con le entrate proprie e le compartecipazioni al gettito statale, di finanziare integralmente le funzioni loro attribuite. Cosa che per ora non avviene. Il problema potrebbe essere risolto, a parere del CNEL, graduando le attuali compartecipazioni in base al criterio geografico ed assegnando il fondo perequativo solo alle regioni deboli. Ulteriori problematiche sono poste dalla soppressione dei controlli di legittimità sugli atti delle Regioni e degli altri enti locali, attraverso l’esplicita abrogazione degli articoli 125 e 130 della Costituzione originale. Questo non significa assenza di qualsiasi controllo, almeno per quanto riguarda il conseguimento degli obbiettivi finanziari generali (patto di stabilità e di crescita europeo, patto di stabilità interno), da parte di organi come la Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali 11 o la Corte dei Conti. In chiusura va verificato se questa riforma così ampia e radicale dello Stato goda del favore dei cittadini. Fermo restando che il referendum confermativo della revisione costituzionale ha ottenuto un largo consenso positivo, emerge anche da recenti sondaggi 12 una forte fiducia verso le istituzioni regionali, e una diffusa avversione verso quelle statali. Il 57,3% degli intervistati afferma di non avere alcuna fiducia nello Stato centrale, mentre ben il 70% 11 Istituita dall’art. 126 della Costituzione, nonché legittimata dalla legge 10 febbraio 1953, n. 62,art. 52 e legge 28 ottobre 1970, n. 775, art.li 21 e 32 12 Rapporto Italia- Sondaggio CIRM del 1999 reperibile nel sito Internet www.regioni.it/miscellanea/

Anteprima della Tesi di Sergio Nichele

Anteprima della tesi: Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Sergio Nichele Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10947 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 21 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.