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Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo

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1.1 I rapporti tra Stato, Regioni ed Unione Europea Pag. 8 La devoluzione avvenne gradualmente, a partire dalla legge n.281 del 1970, nel rispetto del principio stabilito nell’VIII disposizione transitoria e finale della carta costituzionale, in base alla quale solo un atto legislativo di rango primario può attuare il trasferimento di pubblici poteri agli enti regionali. I successivi trent’anni videro una coesistenza degli organismi locali accanto a strutture burocratiche centrali spesso eccessivamente complesse, che tendevano a mantenere funzioni amministrative proprie delle Regioni o addirittura a riappropriarsi di competenze che, in linea di principio, spettavano agli enti locali. L’insofferenza per questa situazione sfociò apertamente sul finire del secolo scorso, quando, accanto alla nascita, nel nord Italia, di movimenti politici autonomisti, furono altresì promosse diverse iniziative per conseguire un maggiore decentramento amministrativo: ™ Una prima strategia seguita fu la richiesta di referendum abrogativi di leggi istitutive di Ministeri, da parte dei Consigli Regionali. ™ Una seconda linea d’azione fu promossa dallo Stato centrale, che attuò un nuovo decentramento di funzioni amministrative a favore degli enti locali 2 . ™ Ed infine la terza direttrice dell’iniziativa nasce dall’idea che il problema della scarsa autonomia regionale risiede essenzialmente nella Costituzione stessa che non consente, nella sua formulazione originale, di attuare il decentramento richiesto a gran voce da più parti. E veniamo così all’attualità dei nostri giorni, alla riforma del titolo V della Costituzione, con l’ambizioso obiettivo dichiarato di consentire un’evoluzione in senso federalista del nostro Stato. La Legge Costituzionale n.3 del 2001 ha profondamente modificato, in linea di principio, l’assetto dei poteri tra governo centrale ed autonomie locali. Sarà compito delle pagine successive fornire un quadro generale della situazione che si è venuta a creare dopo la riforma, senza trascurare un confronto con la situazione esistente prima del 2001, che ovviamente influenza ancora profondamente la ripartizione dei poteri tra Stato Italiano e Regioni. Volutamente la domanda posta nel titolo rimane per ora sospesa, in quanto sarà compito dei successivi due paragrafi cercare di dare un metro di giudizio per capire se la Repubblica possa dirsi, ora, uno Stato federale. 2 si veda la legge n.59 del 1997, meglio nota come “legge Bassanini”

Anteprima della Tesi di Sergio Nichele

Anteprima della tesi: Ipotesi per uno sviluppo sostenibile: l'agriturismo, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Sergio Nichele Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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