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La logica formale e l'elaborazione del criticismo

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Oltre a mettere in luce tale ‘schema evolutivo’ l’analisi di alcuni scritti precritici intende sottolineare questo fatto: Kant ha insegnato logica lungo tutto l’arco della sua carriera universitaria, dal 1755 al 1796, per oltre quarant’anni. Eppure questo fatto è stato molto trascurato dalla Kant- Literatur 6 . Da ciò l’ipotesi che l’attività di insegnante di logica, vera costante della didattica kantiana, sia rilevante ai fini dell’elaborazione del problema critico. Il continuo impegno delle lezioni costituiva una specie di collaudo continuo delle nuove problematiche trascendentali. La didattica non era sganciata, per così dire, dalla ricerca: piuttosto costituiva un laboratorio in cui le problematiche tradizionali (razionalismo) venivano soppesate e misurate. In particolare, l’«attrito» delle lezioni di logica ha costretto Kant a riflettere sui rapporti tra logica, ontologia, psicologia. Riflettere sulla «base» della metafisica, cioè sui ‘primi principi’ della conoscenza, lo ha condotto a rifiutare la prospettiva di una «logica reale», che superasse quella formale astratta. Non sarà un caso che egli abbia continuato a insistere sull’autosufficienza, sull’autonomia della logica formale, contro l’idealismo nascente di Fichte, che tentava di trasfigurare la logica formale (il «pensiero astratto») in una logica della realtà. Logica e filosofia critica: confronto teorico. Sul piano teorico invece l’importanza soprattutto strutturale dell’apparato della prima Critica e l’elaborazione di alcuni nuclei dottrinali caratteristici 7 dimostrano lo stretto legame tra il progetto critico e le forme della logica, legame che è stato per lo più sempre avvertito poco analizzato dalla critica. Con i problemi teorici che investono la logica si confronta la Parte II. Nel primo capitolo, di taglio esegetico, si commentano le pagine della Critica della ragion pura (quelle in cui si insiste sulla simmetria fra logica formale e logica trascendentale); nel secondo capitolo, di taglio più interpretativo, viene tentata una definizione del ‘trascendentale’, considerato nella sua derivazione dal concetto di logica formale. 6 Se ne trova un curioso segno nella quarta pagina di copertina dell’edizione laterziana [Immanuel Kant, Logica, a cura di Leonardo Amoroso, Laterza, Roma-Bari, 1995]: «Questo volume raccoglie in forma di manuale le lezioni di Logica dei corsi tenuti da Kant negli ultimi cinquant’anni del suo insegnamento». L’espressione «negli ultimi cinquant’anni del suo insegnamento», vorrebbe delegare tale fatto nel trascurabile, come se cinquant’anni di insegnamento fossero un dettaglio da inserire in un inciso. 7 La distinzione fra una «Dottrina degli elementi» da una «Dottrina del metodo», e la bipartizione della prima in una «Analitica» e una «Dialettica»; la costruzione della «Tavola della categorie» in base al ‘filo conduttore’ della «Tavola dei giudizi», e la tripartizione delle «idee della ragione» secondo le tre forme del sillogismo.

Anteprima della Tesi di Paolo Manca

Anteprima della tesi: La logica formale e l'elaborazione del criticismo, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paolo Manca Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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