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Il cinema cyberpunk: la trasformazione del corpo in macchina

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V INTRODUZIONE Iniziamo un viaggio attraverso l’universo detto cyber, da "Cibernetics”, parola che lo scienziato Norbert Wiener inventa nel 1947 derivandola dal greco "Kybernanan" (pilotare), per indicare quella scienza che studia e progetta macchine capaci di autoregolarsi. Partiamo alla scoperta di una corrente letteraria, che ha il suo più florido sviluppo intorno agli anni ’50 e ’60, alla scoperta degli scrittori che maggiormente hanno contribuito all’evoluzione della narrativa fantascientifica. Nomi come Ballard, Dick, Burroughs, Gibson, ci guidano in un mondo di corporalità mutanti, di codici immaginari, di ricercate contaminazioni tecnologiche, in cui il concetto di uomo, suprema incarnazione del "logos" occidentale, si offusca fino a scomparire. Attraversando la narrativa e approdiamo al cinema, a tutto ciò che il mezzo può farci vedere e non solo immaginare, e prendiamo in considerazione solo uno degli innumerevoli motivi caratterizzanti il movimento cyberpunk: l’androide. “Smarrito il referente antropocentrico cosa rimane alle generazioni future come inizio genealogico di una specie diventata sempre meno umana?” 1 Partendo da film che non appartengono al punto di vista Occidentale, con “Uno Sguardo dall’Estremo Oriente”, poniamo l’attenzione su trasformazioni 1 Luigi Pachi, Robot e Androidi, in “Delos”, n. 55. A. VII, Aprile 2000.

Anteprima della Tesi di Silvia Minguzzi

Anteprima della tesi: Il cinema cyberpunk: la trasformazione del corpo in macchina, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Minguzzi Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.