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Il cinema cyberpunk: la trasformazione del corpo in macchina

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VIII Non solo al cinema, ma anche a teatro, sempre di più, sembra forte la componente macchina: compagnie come La Fura dels Baus, rincorrono un loro ideale spettacolo fatto di uomini e robot, dove questi ultimi hanno ruoli determinanti all’interno della performance. Ma c’è anche chi, non solo visualizza e realizza in video, o su un palco, la sua proiezione di uomo, ma la costruisce lavorando sul proprio corpo. La Body Art, ne è il più esplicito e , per certi aspetti, terrificante esempio. Artisti come Stelarc e Orlan sperimentano su se stessi, amplificando le possibilità del loro fisico, applicandosi arti aggiuntivi o placche di metallo sotto la pelle. Ma in tutti gli scorci da cui abbiamo potuto guardare il nostro nuovo corpo, e la sua relazione con una mente mutata, si è rivelato il fallimento di un eden meccanico che liberi l'uomo dall'angoscia della morte e del tempo. Nell’organismo cibernetico la carne si integra indissolubilmente con il metallo, il confine tra ciò che è artificiale e ciò che non lo è, si fa sempre più sottile, indistinto e inquietante. Potremmo ancora considerare il rapporto corpo-tecnologia ed in generale il "mito della macchina" come fonti d'ispirazione artistica o dovremmo ridurli a semplici campi di battaglia di sempre più azzardati (ed inumani) esperimenti tecnico - scientifici?

Anteprima della Tesi di Silvia Minguzzi

Anteprima della tesi: Il cinema cyberpunk: la trasformazione del corpo in macchina, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Minguzzi Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.