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L'area protetta quale laboratorio di sostenibilità: il caso dell'istituendo Parco del Carso

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12 comportamenti personali e collettivi, influenzando alla fine anche le decisioni politiche in tema di protezione ambientale. Essi si possono sintetizzare nella graduale affermazione, nella coscienza collettiva, dei “diritti dell’ambiente”; nella rifioritura dei valori etno- linguistici e dei localismi, come parte del patrimonio territoriale e quindi ambientale della collettività; nel nuovo atteggiamento verso la natura, sempre meno ispirato ad una sopraffazione antropocentrica (Gambino, 1996). E’ poi probabile che le dichiarazioni internazionali, le politiche pubbliche e soprattutto le campagne informative abbiano un effetto positivo di feedback nell’accrescere a loro volta tali atteggiamenti nella coscienza sociale. In questa nuova ottica, in cui, all’interno dei parchi, viene definitivamente superata l’antinomia conservazione – sviluppo, le aree protette non possono che inquadrarsi come degli strumenti privilegiati di perseguimento dello sviluppo sostenibile. Anzi, le interferenze antropiche non vanno più considerate necessariamente – e questo discorso vale in misura nettamente maggiore in Europa – in termini di “alterazioni” negative agli ecosistemi, ma possono assumere l’aspetto positivo di modellazioni del paesaggio, di notevole valore culturale e storico, o addirittura di azioni capaci di ricostruire dei valori naturalistici. Viene subito in mente l’esempio dell’Olanda, dove storicamente le azioni umane sul paesaggio sono state di straordinaria importanza. E si vedrà in seguito che lo stesso ragionamento è valso, anche se con proporzioni, modi e tempi totalmente diversi, anche per lo stesso territorio del Carso. A questo punto può sorgere un’obiezione, basata sul fatto che, almeno allo stato attuale delle cose, parchi e riserve costituiscono comunque delle porzioni di territorio tra di loro non collegate, ovvero delle “isole” protette in un mare non protetto, mentre la stessa nozione di sostenibilità presuppone, per sua stessa natura, una forma di sviluppo compatibile che non può procedere, geograficamente, “a salti”. Una possibile risposta si può dare ricordando una dichiarazione fatta nel 1990 dalla Commissione

Anteprima della Tesi di Mauro Carli

Anteprima della tesi: L'area protetta quale laboratorio di sostenibilità: il caso dell'istituendo Parco del Carso, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Mauro Carli Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

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