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La professionalità dell'educatore nella relazione di aiuto ai malati terminali

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5 quando cercano confrontare le proprie discipline con le scienze esatte, eppure la parola mistero in questo ambito non è del tutto scorretta. Avere qualcuno accanto o vivere da soli non è lo stesso; anzi l’idea di essere sempre da soli non ha senso perché comunque si è con gli altri. Ma stare insieme non vuol dire necessariamente combattere la solitudine. Ciò che cambia tutto è sempre la relazione significativa, a volte un pò scomoda, fastidiosa, fonte di delusioni, frustrazioni, che costringe anche se davvero non si vorrebbe a cambiare idea e a spostarsi dal comodo posto che ci si era scavati nella vita. La relazione prevede due o più persone che siano disposte a stabilire una comunicazione autentica. Colui che presta aiuto deve avere una disposizione particolare ed essere pronto all’azione per aiutare l’altro; che a sua volta fornirà il “materiale” per essere aiutato, cioè la propria storia, ricca di significato che solo lui può portare nella relazione. Relazionarsi può significare incontrare il dolore degli altri, la malattia che distrugge il loro corpo, la loro morte in cui inevitabilmente ci si specchia. Questa identificazione, la possibilità

Anteprima della Tesi di Paola Margheriti

Anteprima della tesi: La professionalità dell'educatore nella relazione di aiuto ai malati terminali, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Paola Margheriti Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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