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La teoria generale di Keynes: alcune reinterpretazioni ed attualità

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Introduzione Secondo l’interpretazione del pensiero keynesiano oggi dominante, espressa nella sintesi neoclassica 1 la Teoria Generale proporrebbe un modello d’equilibrio, che non si discosta molto da quello di marshalliana memoria, ed avrebbe essenzialmente ad oggetto la politica economica governativa. Ma Keynes rifiutò esplicitamente tale interpretazione del proprio pensiero; famosa al riguardo è la sua replica alla recensione di Viner della Teoria Generale. Minsky (1981), in linea con le idee espresse dall’economista inglese, propose perciò una chiave di lettura della Teoria Generale alternativa a quella della sintesi neoclassica a tutt’oggi assolutamente rivoluzionaria. In opposizione al paradigma dell’economia classica e della sintesi neoclassica, basato su un ideale sistema di baratto, Minsky propone un’interpretazione del pensiero keynesiano fondata su un paradigma finanziario-speculativo, da cui deriva una teoria degli investimenti e dell’andamento dell’economia in cui spiccano le determinanti finanziarie e speculative. Secondo Minsky propone più precisamente: 1. da un lato una teoria basata sugli investimenti idonea a spiegare le fluttuazioni della domanda reale, 2. e dall’altro una teoria basata sui rapporti finanziari per spiegare le fluttuazioni degli investimenti reali. Da qui Minsky procede lungo tre diverse prospettive ritenute fondamentali per interpretare e capire Keynes, ossia la ciclicità dell’andamento economico (paragrafo 2.3.1), l’incertezza (paragrafo 2.3.2) e la natura degli investimenti (paragrafo 2.3.3), per poi trarne alcune interessanti implicazioni (paragrafo 2.4). Non meno interessante, infine, è la rivisitazione della teoria keynesiana operata dall’economista Joan Robinson (paragrafi 2.5 e seguenti) nella sua “Teoria dell’occupazione” del 1962, in cui i principali elementi della Teoria Generale (investimento, risparmio, tasso di risparmio, bilancia dei pagamenti, ciclo economico) sono stati esaminati come “pezzi di un gioco di mosaico” per poi essere combinati in 1 La sintesi neoclassica aggiunge all’apparato keynesiano l’effetto “saldi monetari reali”, così da assicurare che l’equilibrio simultaneo sul mercato delle merci e su quello monetario sia coerente con l’equilibrio sul mercato nel lavoro.

Anteprima della Tesi di Andrea Zaio

Anteprima della tesi: La teoria generale di Keynes: alcune reinterpretazioni ed attualità, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Zaio Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.