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Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione

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8 della Repubblica. Tali poteri configurerebbero limiti dell’autonomia locale “che valgono a preservare il coordinamento degli enti formanti la pubblica amministrazione, la funzionalità del sistema e la giusta preminenza che in esso va riconosciuto allo Stato” 11 . Il fatto che l’art. 130 Cost. prescriva l’esistenza di controlli di legittimità, ai quali i poteri sostitutivi non possono essere omologati, non precluderebbe dunque, in ragione dell’art. 128 Cost. la possibilità di ulteriori forme di ingerenza statale, ivi compresi i poteri di sostituzione parziale. Le tesi sopra richiamate sono tuttavia confutate da parte della dottrina che invece nega recisamente la stessa compatibilità dei poteri di sostituzione con l’autonomia locale. I poteri in questione, essendo intrinsecamente distinti dai controlli di legittimità e di merito, non potrebbero essere legittimati dall’art. 130 Cost.; d’altro canto, viene contestata la ammissibilità di controlli ulteriori rispetto a quelli previsti dall’art. 130 Cost., in quanto la facoltà rimessa dall’art. 128 al legislatore ordinario di regolazione dell’autonomia degli enti locali incontrerebbe limiti assai stretti in uno statuto di autonomia, ancorato all’art. 5 Cost., riferibile tanto alle Regioni quanto alle Province ed ai Comuni, e non suscettibile di graduazioni 12 . Si è affermato al riguardo che, se l’autonomia trova il suo fulcro nella competenza esclusiva a soddisfare un determinato nucleo di interessi propri della comunità locale a mezzo di organi elettivamente espressi, essa verrebbe lesa qualora si consentisse a soggetti ricompresi in ordinamenti esterni di svolgere la 11 Cfr. A. M. SANDULLI, I controlli sugli enti locali nella Costituzione, in Riv. Trim. dir. Pubbl., 1972. 12 Cfr. ARCIDIACONO, Organizzazione pluralista e strumenti di collegamento, Milano, 1974, il quale sottolinea che il controllo di legittimità sugli atti negativi dovrebbe esaurirsi in una dichiarazione di illegittimità. Forti perplessità sulla compatibilità tra posizione di autonomia e soggezione a poteri di sostituzione sono state avanzate anche da LEDDA (Atti convegno su aspetti e problemi dell’esercizio del potere di sostituzione, Milano, 1981) in quanto il potere di sostituzione presupporrebbe sempre la subalternità dell’ente minore e la coincidenza dei suoi fini con quelli dell’ente maggiore: “il vero è che il controllo sostitutivo non può assolutamente reggere senza quel solidissimo sostegno che era dato dal rapporto di gerarchia e subordinazione. Venuto meno un simile supporto risulta impossibile spiegarlo”. Altri autori (BERTI, TUMIATI) negano la possibilità di ricondurre i poteri di sostituzione ai controlli, in quanto questi non potrebbero mai tradursi in una attività surrogatoria o modificatoria degli atti controllati, come previsto in via generale dall’art. 327 del TULCP.

Anteprima della Tesi di Luca Girolimini

Anteprima della tesi: Il potere sostitutivo dopo la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Girolimini Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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