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Gli aspetti economici dell'impresa cooperativa e le sue potenzialità di sviluppo nel Mezzogiorno: il caso della cooperativa ''Giustizia e libertà''

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14 operai e braccianti di Ravenna impegnata nell’esecuzione di lavori pubblici 11 . Altre associazioni di questo tipo si costituirono tra i braccianti di lavoro della Valle Padana; le cooperative bracciantili non richiedevano alti investimenti e producevano su specifica richiesta di un committente, contenendo in tal modo il rischio commerciale. Da una serie di rilevazioni statistiche fu rilevato che tra il 1893-94 le cooperative di lavoro tra braccianti regolarmente riconosciute erano 525 così ripartite: 125 in Emilia, 87 nel Veneto, 76 in Lombardia, 44 in Toscana, 42 nel Lazio, 22 in Campania, 21 in Sicilia, 8 nelle Marche, 7 in Basilicata, 7 in Puglia, 6 in Umbria, 6 in Calabria, 2 in Sardegna e una in Abruzzo 12 . La peculiarità del movimento cooperativo italiano si identificava nel continuo appoggio da parte di uomini di diversi schieramenti politici. Due erano le linee di tendenza dominanti: da un lato i repubblicani, radicali e liberali diffondevano la c.d. “cooperazione neutrale”, consistente nel sostegno allo sviluppo in senso corporativo in alternativa alla lotta di classe; dall’altro lato i socialisti, che ritenevano la cooperazione espressione dell’emancipazione dei lavoratori 13 . La diffusione del movimento fu tale che culminò nella costituzione di una federazione riconosciuta a livello nazionale, la ”Federazione fra le cooperative italiane” che nel 1893 si sarebbe trasformata in “Lega nazionale delle società cooperative italiane” (attuale LEGACOOP). Inizialmente alla federazione aderirono 148 cooperative, principalmente del settore del credito, del consumo e della produzione, collocate nell’area centro-settentrionale del Paese; il primato spettava alla Lombardia, seguita dall’Emilia considerata area emergente e la Toscana, regione ad alta intensità cooperativa. 11 Alla creazione dell’Associazione contribuì enormemente l’influenza di Andrea Costa, eletto alla Camera dei Deputati nel collegio di Ravenna. 12 Maic, Statistica delle società cooperative. Società cooperative di lavoro fra braccianti, lavoratori ed affini al 31 dicembre 1894. Citato in Muzzioli, (1999), op. cit. 13 Sui rapporti tra il movimento cooperativo e il PSI in quegli anni, si veda Degl’Innocenti M., (1988), Cooperazione e movimento socialista (1886-1900), a cura di Il movimento cooperativo nella storia d’Europa, Autori vari, Franco Angeli Editore.

Anteprima della Tesi di Rita Stoto

Anteprima della tesi: Gli aspetti economici dell'impresa cooperativa e le sue potenzialità di sviluppo nel Mezzogiorno: il caso della cooperativa ''Giustizia e libertà'', Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Rita Stoto Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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