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Gli aspetti economici dell'impresa cooperativa e le sue potenzialità di sviluppo nel Mezzogiorno: il caso della cooperativa ''Giustizia e libertà''

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17 3) mitigare i problemi relativi alla separazione tra proprietà e controllo (mentre nelle imprese capitalistiche il monitoraggio dei manager è abbastanza costoso, l’organizzazione cooperativa internalizza i costi di controllo e riduce la possibilità di comportamenti opportunistici); 4) assicurare una maggiore flessibilità in termini di capacità di risposta ai mutamenti del mercato, date le limitate dimensioni di una tradizionale impresa cooperativa. Prima di sviluppare queste ultime tematiche, però, si rende necessario esporre, in sintesi, il risultato del modello classico di Ward, per comprendere in che termini possa essere spiegata l’inefficienza economica delle imprese cooperative. 2.2 Dal modello di Ward alla teoria della desiderabilità sociale Il modello neoclassico di Ward dimostra che, in regime di monopolio e in ipotesi di simmetria informativa, l’impresa capitalista vince il confronto sull’efficienza economica rispetto all’impresa cooperativa, valutando le diverse funzioni obiettivo delle due forme organizzative che, per l’impresa for profit, com’è noto, riguarda la massimizzazione del profitto, mentre per l’impresa cooperativa concerne la massimizzazione del “surplus per lavoratore” 16 . 16 Faccioli D., Scarpa C., (2000), Il vantaggio comparato delle imprese cooperative: aspetti teorici, in Fiorentini G., Scarpa C., “Cooperative e mercato. Aspetti finanziari, organizzativi e di strategie”, Carocci Editore. È possibile verificare, in via analitica, il risultato del modello di Ward esplicitando le rispettive funzioni obiettivo. La funzione obiettivo dell’impresa capitalista è pari alla differenza tra i ricavi e i costi totali: ∏ = RT-CT I RT sono espressi in funzione dell’output realizzato, cioè R(Q). I CT sono pari alla somma della remunerazione del fattore lavoro e quella del fattore capitale: CT= w L(Q) + r K(Q) L= n. lavoratori. Il profitto per l’impresa capitalista è: ∏=R(Q)-w L(Q)-r K(Q) L’impresa cooperativa, invece, massimizza il “surplus per lavoratore” che si ottiene come rapporto tra la differenza dei ricavi conseguiti e la remunerazione del fattore capitale (surplus) il tutto diviso per il n. dei lavoratori. Indicando questo risultato con: V= L QrKQR )()( −

Anteprima della Tesi di Rita Stoto

Anteprima della tesi: Gli aspetti economici dell'impresa cooperativa e le sue potenzialità di sviluppo nel Mezzogiorno: il caso della cooperativa ''Giustizia e libertà'', Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Rita Stoto Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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