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Gli aspetti economici dell'impresa cooperativa e le sue potenzialità di sviluppo nel Mezzogiorno: il caso della cooperativa ''Giustizia e libertà''

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10 Owen, imprenditore tessile che si impegnò a migliorare le condizioni di vita dei suoi operai introducendo piccole riforme sociali e creando la c.d. “New Harmony”, una comunità nella quale i prodotti agricoli si sarebbero distribuiti in proporzione al fabbisogno di ciascun membro. Ma la nascita della vera cooperazione si ebbe nel 1844 per opera di ventotto tessitori di Rochdale 2 (una cittadina del Lancashire), i c.d. “Probi Pionieri” 3 , che aprirono uno spaccio cooperativo nel quale si vendevano ai soci i beni di prima necessità e si ripartivano tra gli stessi gli eventuali utili realizzati (principio del ristorno). L’esperienza di Rochdale ebbe enorme successo, e nel 1863 fu creata la “Cooperative Wholesale Society”, la quale riuniva 59 cooperative di consumo con ben 18.337 soci. Più tardi si svilupparono altre forme di cooperative (di credito, di produzione, agricole, ecc.), ma il loro ruolo restò strumentale a quella di consumo. Il diffondersi del movimento fu rilevante non solo dal punto di vista commerciale, ma anche da quello culturale, contribuendo così alla trasformazione sociale della popolazione inglese. Estendendo l’analisi agli altri Paesi europei si può notare che, rispetto al Regno Unito, il fenomeno in questione si diffuse in maniera meno eclatante; le cause furono individuate negli aspri conflitti politici e nelle continue lotte d’indipendenza, contrasti ormai superati in Gran Bretagna che invece si presentava un paese politicamente unito. Nonostante ciò, in Francia si svilupparono le prime ed importanti cooperative di produzione: promotore delle stesse fu Charles Fourier 4 che, con le sue “comptoirs communaux” (casse comuni), aveva l’obiettivo di fornire ai soci i mezzi di produzione necessari alla realizzazione di determinati beni. Tuttavia, le vere e proprie cooperative di produzione sono riconducibili agli “ateliers nationaux” che davano 2 Si veda Mazzotti G., (1996), in Società cooperative, edito da AGCI. 3 Per un ulteriore approfondimento si veda Holyoake G.J., (1953). Storia dei Probi Pionieri di Rochdale. Citato in Mazzotti G., (1996), op. cit. 4 Charles Fourier studiò politica ed economia; famosa è l’opera “teoria dei quattro movimenti” nella quale ipotizzava che la società poteva essere gestita come un’organizzazione cooperativa, affinché si potesse affermare una vita libera nel rispetto dei diritti umani. La società doveva essere ripartita in falangi di circa 1600 persone riunite ognuna in un falanstero, gestito attraverso norme che favorivano l’occupazione ai soggetti più meritevoli e l’eliminazione delle differenze sociali. Il progetto, però non ebbe successo e Fourier continuò ad occuparsi dei suoi commerci. Muzzioli G., (1999), Riandando alle origini, in “Rivista della Cooperazione”, n. 2, Istituto Luigi Luzzatti.

Anteprima della Tesi di Rita Stoto

Anteprima della tesi: Gli aspetti economici dell'impresa cooperativa e le sue potenzialità di sviluppo nel Mezzogiorno: il caso della cooperativa ''Giustizia e libertà'', Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Rita Stoto Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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