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Criminologia e terrorismo. L'esperienza irlandese

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13 dal quale non stati rimossi dalle molte generazioni trascorse. Questo punto di vista sembra riconosciuto, in effetti, nella espressione comune che questi casi sono le pecore nere della famiglia.”), identificò un gran numero di “stigmate”, quali l’asimmetria facciale, alcune anomalie delle orecchie, la fronte bassa, gli zigomi sporgenti, le mascelle enormi, l’insensibilità al dolore, ecc, tipiche del “delinquente nato”. Egli tentò di verificare le sue ipotesi mediante l’osservazione di innumerevoli casi clinici, la raccolta puntigliosa ed inesauribile di reperti collegati con il mondo del crimine (quali disegni, tatuaggi, manufatti, ecc.), l’analitica descrizione di comportamenti e di situazioni particolari. Lombroso ritenne di aver trovato una spiegazione decisiva delle cause della delinquenza allorquando, nel corso dell’autopsia dl brigante Vitella, scoprì alla base del cranio una fossetta occipitale mediana, tipica degli stadi embrionali e degli animali inferiori: ”alla vista di quella fossetta - egli afferma - mi apparve d ‘un tratto come una larga pianura sotto un infinito orizzonte, illuminato il problema della natura del delinquente, che doveva riprodurre ai nostri tempi i caratteri dell’uomo primitivo giù sino ai carnivori.” 12 Attraverso i suoi studi egli costruì una teoria globale del crimine, di tipo bioantropologico, secondo la quale i delinquenti sarebbero caratterizzati da particolari anomalie somatiche o costituzionali, che sarebbero, appunto, alla base del comportamento criminale. Il “delinquente nato”, secondo i sui studi presenta caratteristiche ataviche o degenerative tipiche di uno stadio evolutivo primitivo della razza umana, tali da rendergli difficile l’adattamento alla società moderna e da spingerlo al delitto. Oltre a questo “tipo” biologico (delinquente ”fin dal grembo materno”), successivamente identificato da un lato con l’epilettico e dall’altro col “pazzo morale”, Lombroso distinse anche altri “tipi” criminali, come il ”delinquente d’occasione” (con tratti patologici attenuati cui apparteneva anche il vasto gruppo dei cosiddetti “mattoidi”), che può “evolvere” nel “delinquente d’abitudine”, ed il “delinquente per passione”, che viene spinto al delitto da un offuscamento momentaneo del senso morale. I matti delinquenti, cioè gli autori di reato malati di mente, costituiscono in quest’ottica, una varietà del delinquente nato e se ne differenziano solo per le modalità di elaborazione o di esecuzione del delitto. Nacque così l’antropologia criminale, una nuova disciplina che aggregò intorno a sé molti studiosi e molti ricercatori. 12 Lombroso C., discorso di apertura in Competes-Rendus du VI Congrès International d’Anthropologie Criminelle, Torino 1906.

Anteprima della Tesi di Massimiliano Galli

Anteprima della tesi: Criminologia e terrorismo. L'esperienza irlandese, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimiliano Galli Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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