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Crisi e ristrutturazione di una grande impresa: il caso Enron

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19 «rispetto ad una situazione di crisi si possono produrre tre risposte: l’inazione, quando si ritiene che la situazione sia destinata a risolversi positivamente per il verificarsi di nuovi eventi; l’assunzione di decisioni di routine, allorché la crisi si ritenga fronteggiabile mediante una risposta organizzativa; l’assunzione di decisioni originali, allorché la crisi non appaia reversibile con il repertorio di scelte già sperimentate dall’organizzazione» ( 13 ). Secondo gli autori, tra l’altro, raramente si può considerare una crisi d’impresa come la conseguenza di un drastico e repentino cambiamento ambientale, mentre normalmente bisogna intendere una situazione di patologia come lo «stadio finale di un lento deterioramento nel tempo della strategia e della struttura aziendale» ( 14 ). Dal pensiero degli autori citati, utile per la formazione di una prima approssimativa idea circa l’argomento trattato, emerge la portata globale da essi attribuita al concetto di crisi, che viene analizzata soprattutto nel momento della sua esplosione e manifestazione all’esterno, coinvolgendo inevitabilmente tutti gli stakeholders d’impresa e richiedendo un intervento di valutazione circa la sua reversibilità (con opportuni piani di risanamento) o irreversibilità (con la scelta tra liquidazione volontaria e fallimento). Una definizione più analitica del concetto di crisi, sembra essere quella fornita da Guatri, che, oltre alle crisi proclamate, dedica grande attenzione anche alle situazioni di declino, ossia a fasi di vita delle imprese in cui la patologia è ancora latente nella struttura aziendale. L’autore parte dalle concezioni proprie della teoria di creazione del valore, sintetizzata nei lavori di Fruhan e di Rappaport, il cui cuore è costituito dalla critica mossa ai criteri contabili EPS, ROI e ROE (utilizzati tradizionalmente per la valutazione del successo aziendale) e dalla proposta del metodo alternativo del valore azionario per la valutazione delle variazioni del capitale economico e la pianificazione delle strategie aziendali ( 15 ). Al tempo stesso questa dottrina continua a considerare l’accrescimento del valore (economico, o di mercato) del capitale come l’obiettivo primario che un’impresa deve perseguire. ( 13 ) Billings R.S., Milburn T.W., Shaalman M.L., «A model of crisis perception», in Administrative Science Quarterly, n° 25, Giugno, 1980, p. 304. ( 14 ) Sciarelli S., La crisi d’impresa, cit., p. 8. ( 15 ) Sulla teoria di creazione del valore si veda Fruhan W.E., Financial strategy: studies in the creation, transfer and destruction of shareholder value, Irwin, 1979. Sullo stesso argomento si veda anche Rappaport A., Creating Shareholder Value. The New Standard for Business Performance, The Free Press, New York, 1986.

Anteprima della Tesi di Gianpaolo Abatecola

Anteprima della tesi: Crisi e ristrutturazione di una grande impresa: il caso Enron, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gianpaolo Abatecola Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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