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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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24 Nell'ordinamento giuridico italiano, l'articolo 21 della nostra Carta fon- damentale rappresenta non solo la garanzia della fondamentale libertà di espres- sione, ma il punto di riferimento obbligato per la costruzione dell'intero sistema dell'informazione. Detta norma, infatti, ribadisce un portato che caratterizza tut- te le nazioni liberal-democratiche e si riconduce strettamente alle filosofie poli- tiche razionalistiche sviluppatesi tra il XVII e il XIX secolo, sulla base del pre- supposto che non esistono depositari in assoluto della verità, che ogni verità è parziale, e che pertanto occorre consentire la libera espressione ed il confronto di idee, onde favorire la formazione di un convincimento personale e di un'opi- nione pubblica criticamente fondati. Inoltre, questo diritto si collega strettamen- te anche alla libertà di coscienza, affermatasi progressivamente nel vivo della lotta per la conquista della libertà di professare la propria fede religiosa. La libertà di manifestazione del pensiero affonda le sue radici nelle cor- renti individualistiche ed è stata prospettata sempre come una rivendicazione di autonomia del singolo da ogni potere estraneo ad esso. Si ricordava, infatti, da parte dei costituzionalisti del secolo scorso, nonché da alcuni contemporanei, che la libera espressione del pensiero costituisce un valore da tutelare per il pie- no sviluppo della personalità del singolo, un valore quindi da proteggere di per sé. Ciò non di meno, l'affermazione di questa libertà e la sua consacrazione tra le garanzie costituzionali è stata possibile grazie a costanti e profonde esalta- zioni delle virtù di libertà "funzionali", esercitabili cioè nell'interesse generale, anche da parte di scrittori che pure ne hanno minimizzato il carattere individua- listico. Si è dunque prospettata la questione se tale diritto abbia carattere esclusi- vistico, posto in sostanza a garanzia della personalità privata dei singoli, o inve- ce tuteli un bene essenzialmente sociale e rivesta quindi carattere globale. Poi- ché il pensiero di cui si parla è quello che si rivolge alla generalità, è chiaro che esso operi come strumento di formazione delle convinzioni collettive, adem- piendo ad una chiara funzione consociativa. Il nesso tra l'esercizio del diritto individuale e i riflessi sociali del mede- simo è avvertito in modo più intenso negli ordinamenti contemporanei, in cui operano in stretta interdipendenza fra loro, da un lato lo straordinario potenzia- mento dei mezzi di diffusione del pensiero, e dall'altro l'emancipazione delle masse dallo stato di abbrutimento e di assenteismo in cui in precedenza viveva- no. Mentre negli Stati totalitari è l'apparato autoritario ad assumere il monopo- lio della propaganda politica, considerata di vitale importanza per il manteni- mento dello Stato medesimo, ed esclude ogni possibilità di espressioni in con- trasto con l'ideologia dominante, in quelli democratici, invece, la garanzia di un buon funzionamento del sistema poggia sulla più ampia libertà di manifestazio- ne del pensiero, essendo questo ad alimentare l'opinione pubblica. È altrettanto vero, però, che la regolamentazione di tale libertà incontra le maggiori difficol- tà, dovendosi soddisfare due esigenze di uguale rilievo ed in parte contrastanti. Da un lato, occorre assicurare la più vasta e penetrante circolazione di idee, quale la stampa, la radio e la televisione consentono, dall'altro si rende necessa- rio preservare la retta formazione dell'opinione pubblica sia da notizie o infor- mazioni false o allarmistiche diffuse allo scopo di deformarla per soddisfare in-
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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Mariani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guido Alpa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 319

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