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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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19 del rapporto perché il libero professionista, non è come in genere in Italia, un aspirante al contratto, ma una buona firma che offre liberamente i suoi servizi, con maggior profitto, a media diversi. Il "collaboratore fisso", invece, può essere sia un giornalista professioni- sta, sia un pubblicista, ma la sua attività deve rispondere a tre condizioni, fissate dal contratto di categoria: a) la prestazione deve essere continuativa, b) con vin- colo di dipendenza, c) e responsabilità di servizio nel caso egli debba compilare rubriche e redigere con continuità articoli su specifici argomenti. Il "collaboratore esterno" agisce, per contro, senza vincolo di subordina- zione, fornendo al giornale una o più prestazioni d'opera a carattere giornalisti- co e assumendosi il rischio che il suo lavoro possa essere di volta in volta non accettato. Infine, ma non certo per ultimi in ordine di importanza ai fini della buona riuscita di un prodotto editoriale, troviamo i "grafici": sono giornalisti che si oc- cupano dell'impaginazione del giornale. È un figura professionale che sino a qualche anno fa non esisteva e che ora, riconosciuta anche da consolidata giuri- sprudenza, ha assunto importanza al punto che nei grandi quotidiani esiste un ufficio grafico, coordinato da un caposervizio (art director). Il compito del gra- fico è preoccuparsi che le pagine, quotidianamente create sugli avvenimenti, si adattino alla linea grafica della testata. Fin qui si sono viste le figure professionali tipiche dell'attività giornalisti- ca, con particolare riferimento alla carta stampata, ma la situazione non cambie- rebbe di molto negli altri organi di informazione (radio, televisione, agenzie). A qualificare un giornalista non basta, però, il lavoro di semplice media- zione tra il fatto e la diffusione dello stesso attraverso i mass media. Chi si limiti a riferire ciò che da altri è stato redatto, o a preparare il materiale tecnico che verrà poi elaborato in forma giornalistica da terzi, non è giornalista. Così, ad e- sempio, lo speaker, ossia il semplice lettore del giornale radio o del telegiornale, anche se deve correggere eventuali errori materiali dello scritto o diversificare la lettura a seconda della natura e del contenuto del messaggio o adattare un ritmo diverso in relazione alle esigenze di tempo e di programmazione, diffonde notizie predisposte dai giornalisti. Al contrario, è considerata attività giornalistica, ai sensi del D. P. R. 19 luglio 1976, n. 649, che ha modificato il regolamento di esecuzione (articolo 34 del D. P. R. 4 febbraio 1965, n. 115) della legge 3 febbraio 1963, n. 69, quella dei tele-cine-foto operatori i quali utilizzano le immagini per sostituire o com- pletare l'informazione scritta, "nell'esercizio di autonomia decisionale operativa e avuto riguardo alla natura giornalistica della prestazione". A tali soggetti è sta- ta, pertanto, consentita l'iscrizione nell'elenco dei pubblicisti e in quello dei pro- fessionisti, rispettivamente ex articolo 1 e articolo 2 di detto decreto. Va preci- sato che la materia è stata oggetto di un lungo contenzioso e che ha visto nume- rose pronunce tanto della magistratura amministrativa, quanto della Corte di Cassazione la quale, di recente, a sezioni unite, con ordinanza del 13 aprile 1988, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale delle norme sulla legge professionale, nella parte in cui non consentono all'editore di impugnare dinanzi ad una qualsiasi istanza giurisdizionale il provvedimento del Consiglio dell'Ordine con cui un soggetto viene iscritto all'albo professionale (come gior-
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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Mariani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guido Alpa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 319

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