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Annotazioni linguistiche: una rassegna

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1 Introduzione 15 ortografiche si applicano particolarmente a sintetizzatori vocali e testuali, correttori e traduttori automatici, oltre che ad applicazioni di analisi della pronuncia o della grafia, a scopo investigativo o di studio. Altro approccio all’annotazione è quello sintattico, ossia la fornitura di contenuto riguardante il ruolo delle parole nel discorso (annotazione grammaticale) oppure delle parti di una frase o di un periodo nella frase o nel periodo stessi (annotazione logica). Queste informazioni sono più universali di quelle fonetiche ed ortografiche (valgono per tutte le lingue e non hanno esigenze particolari di codifica), ma, di norma, altrettanto esatte ed indiscutibili (un sostantivo non può essere qualcos’altro, così come un predicato è facilmente individuabile). Le annotazioni sintattiche, però, non sempre possono essere fornite automaticamente come quelle ortografiche e fonetiche, anzi vi è una maggiore possibilità che l’informazione creata in modo meccanizzato sia incompleta o errata. Esistono, comunque, applicazioni di analisi e correzione sintattica automatiche di documenti, ed un’annotazione logica o grammaticale, specie se fornita manualmente, può aumentare l’affidabilità e l’efficacia dei traduttori e dei sintetizzatori. Ultimo e più vasto ambito di informazione esistente è quello semantico, termine sotto il quale può stare tutto o quasi. Si tratta, in effetti, di indicare il significato di una risorsa, e tale significato può essere visto sotto vari aspetti. Una distinzione può essere fatta, però, fra le informazioni di tipo strutturale, che permettono di distinguere parti di significato diverso nel contenuto linguistico di una risorsa, come titoli, paragrafi, liste e tabelle, e quelle che riguardano una risorsa nel suo complesso. Queste ultime spaziano da annotazioni editoriali semplici, come l’autore, il luogo e la data di pubblicazione, a commenti dell’autore o revisore, a traduzioni e testi di confronto. Le informazioni strutturali sono il nerbo dei linguaggi di markup, in particolare i metalinguaggi come SGML e XML, dove qualsiasi tipo di composizione del documento è possibile, e facilitano la navigazione all’interno di qualsiasi documento. Le annotazioni prettamente semantiche, invece, possono rivelarsi molto utili per sintetizzare e tradurre automaticamente; alcune di esse, inoltre, permettono la creazione di paralleli e gerarchie fra risorse.

Anteprima della Tesi di Mattia Gentilini

Anteprima della tesi: Annotazioni linguistiche: una rassegna, Pagina 10

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Mattia Gentilini Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 516 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.