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Annotazioni linguistiche: una rassegna

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Annotazioni Linguistiche: una rassegna Non per tutti comunicare è ugualmente importante; non tutti gli esseri viventi si comportano allo stesso modo nei confronti dell’ambiente. C’è chi ignora completamente ogni altra creatura, per scelta o per paura, e si limita ad interpretare i segni della terra per trovare cibo e riparo. Un albero non si cura molto degli altri suoi simili, e spesso gli basta trovare con le sue radici l’acqua necessaria, assorbire anidride carbonica dalle foglie e affidare al vento i suoi semi. Molti animali del deserto vivono solitari, perché più si è più bisognerà dividere le poche risorse, col rischio di morire tutti. Altri animali, invece, comunicano con i loro simili, stabilendo rapporti di diversa intensità, in base all’utilità che tale rapporto può portare agli interlocutori. C’è chi quasi si ignora, conoscendo l’esistenza degli altri solo perché si trovano a cacciare sullo stesso territorio: ma questo può rendere più facile catturare le prede, e quindi dare meno problemi nel dividerle fra più cacciatori. I piccoli sono deboli ed hanno bisogno di molte attenzioni, e la madre (soprattutto in certe specie molto prolifiche) può avere difficoltà a gestire la situazione da sola. Per questo si formano branchi, che vivono insieme, cacciano insieme, curano insieme la prole di tutti e la difendono dai pericoli. Nel caso in cui la prolificità è molto alta e i piccoli richiedono molte cure, può crearsi un ordine sociale più complesso. In esso, il numero dei riproduttori è ridotto al minimo necessario per garantire la sopravvivenza della colonia, e gli altri si occupano delle esigenze di sostentamento. È il caso delle api, delle formiche e delle termiti: una regina depone le uova, ci sono operaie dedicate alla cura delle uova, alla ricerca delle fonti nutritive, alla raccolta del cibo, alla difesa della colonia eccetera. Si tratta, certamente, di un’organizzazione molto vicina a quella degli uomini. La comunicazione, dunque, influenza l’esistenza di un essere vivente in maniera preponderante. In molti casi, come accennato, comunicare è farsi capire, ossia trovare un codice comune che associ, in modo universalmente accettato, un significante (gesto, verso, segno) ad un significato, il contenuto che si vuole far capire all’interlocutore. Creare un linguaggio è qualcosa che gli esseri viventi hanno stampato nel loro codice genetico, e sono spinti a farlo 10

Anteprima della Tesi di Mattia Gentilini

Anteprima della tesi: Annotazioni linguistiche: una rassegna, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Mattia Gentilini Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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