Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La Bibbia nel Breviloquium di Ockham. La funzione argomentativa delle citazioni scritturali nel dibattito tra Ockham e i sostenitori della teocrazia pontificia

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

15 senso attribuire un potere così ampio al papa perché i fedeli si troverebbero oppressi da un giogo più pesante di quello dell’Antica Legge. Subito dopo Ockham chiarisce che tipo di libertà intenda: Quod legem evangelicam esse legem perfectae libertatis 43 non debet intelligi, ut omnem servitutem tollat et nullam patiantur etiam christianus. […] Sed debet magis intelligi negative: 44 quia scilicet per legem evangelicam nullatenenus iugum grave inducitur et nullus per ipsam fit servus alterius. 45 Quest’affermazione non ha, quindi, alcuna portata destabilizzante: la libertà che Ockham auspica per i cristiani riguarda solo le prescrizioni religiose che potrebbero essere imposte, ad arbitrio, dal pontefice. 46 Il pericolo maggiore visto da Ockham in un pontefice, che, per il bene dei fedeli, impone prescrizioni eccezionali, è la rovina del popolo cristiano. Assunta infatti l’assurda ipotesi per cui il papa può obbligare i fedeli al digiuno quotidiano a pane e acqua, la comunità dei fedeli sarebbe oppressa da un giogo tanto pesante da turbare i buoni credenti e da rendere disperati i meno buoni. che lega lo spirituale Olivi ad Ockham figlio della Comunità, come a testimoniare che al di sotto delle discrepanze c’è un profondo consenso tra i minori – compare anche nel teologo provenzale l’altro grande principio che sarà ispiratore di tutta la polemica di Ockham contro Giovanni XXII, che cioè il Vangelo è legge di libertà» 43 Cfr. Gc 1, 25: «Qui autem perspexerit in lege perfecta libertatis et permanserit non auditor obliviosus cactus sed factor operis hic beato in facto suo erit». 44 E’ lecito supporre, a mio avviso, che si tratti di una lettura finalizzata a sostegno della concezione occamiana della funzione negativa del potere politico. Cfr. The Political Thought of William of Ockham (Op. cit.), pp. 109 – 133. 45 Brev. pp. 115 –116. 46 Mc Grade (Op. cit., p. 144) commenta: «It becomes clear that for Ockham the lex libertatis was not meant to menace the jurisdiction of lawful secular governments».

Anteprima della Tesi di Gabriele Clemente

Anteprima della tesi: La Bibbia nel Breviloquium di Ockham. La funzione argomentativa delle citazioni scritturali nel dibattito tra Ockham e i sostenitori della teocrazia pontificia, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gabriele Clemente Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1407 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.