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La comunicazione come leva del successo aziendale

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8 trovarsi, a prima vista, in una situazione pre-paradigmatica, e molte delle conoscenze impartite possono apparire ai più, ciò che Gramsci definì “brevi cenni sull’universo”. Molti ritengono che la comunicazione si trovi ancora nel limbo delle scienze immature e non abbia ancora raggiunto la normalità conformemente alla teoria di Kuhn 15 . Nelle scienze sociali non esiste un paradigma largamente condiviso, come accade nelle scienze naturali (tranne forse in economia, Kuhn sostiene che gli economisti “sono d’accordo su che cosa è l’economia”, senza però porsi il problema dell’arbitrarietà di tale accordo), ma vi è un “parlamento di teorie” spesso contrapposte e, di tanto in tanto, qualcuna di queste riscuote maggior credito di altre 16 . Kuhn, in questa prospettiva ritiene che le scienze della società 17 (e quindi anche il vasto campo della comunicazione) siano “scienze immature”. In seguito Friedrichs 18 rielaborò il modello kuhniano di evoluzione scientifica, contestando il primato della condivisione da parte della comunità scientifica, almeno nei tempi di “scienza normale”. In questo modo si aprì la possibilità della compresenza, all’interno di una determinata disciplina, di più paradigmi; e la sociologia diventa, da pre-paradigmatica a multi-paradigmatica. Le teorie si compensano e si bilanciano, 15 T.S.KUHN, The Structure of Scientific Revolutions, Chicago, University of Chicago, 1962. Kuhn ritiene che ogni conoscenza sia un prodotto sociale, in quanto ogni apprendimento, o deriva direttamente da procedimenti estensivi (indico una penna, mentre pronuncio la parola “penna”), o deriva da relazioni di similarità. Il sapere scientifico viene acquisito attraverso un training, all’interno di un sistema di convenzioni, che sono il prodotto di processi cognitivi, comprendenti giudizi e accordi che si sviluppano nel tempo. 16 Friederichs nota in effetti un periodo in cui una teoria riuscì ad imporsi sulle altre fino a ergersi a paradigma: si tratta della teoria struttural-funzionalista di Talcott Parsons negli anni cinquanta e inizio sessanta. Per approfondire si veda T.PARSONS, The Social System, Glencoe, The Free Press, 1951. 17 Dilthey si sarebbe espresso con “scienze dello spirito”. Egli infatti contrapponeva queste ultime alle scienze naturali. Egli considera le scienze dello spirito non omologabili alle scienze naturali. La base di questa contrapposizione risiederebbe nel rapporto che si instaura tra ricercatore e realtà studiata: - nelle scienze naturali la realtà è ritenuta esterna all’uomo, ed il processo conoscitivo assume le forme della spiegazione (causa-effetto); - nelle scienze dello spirito non esiste questo distacco tra osservatore ed osservato, e la conoscenza può avvenire solo attraverso un processo di comprensione. W.DILTHEY, Introduction to the Human Sciences, Princetown University Press, 1883. Windelband, invece, introduce la separazione tra “scienze nomotetiche”, cioè finalizzate all’individuazione di leggi universali, e “scienze idiografiche”, orientate a cogliere l’individualità dei fenomeni, la loro unicità ed irripetibilità. W.WINDELBAND, Preludi. Saggi e discorsi d'introduzione alla filosofia, Milano, Bompiani, 1947. Winch avanza una tesi simile a quella di Windelband. Il compito delle scienze sociali , secondo Winch, non è volto a stabilire generalizzazioni dell’agire in base a regolarità statistiche, ma alla comprensione delle relazioni interne tra i soggetti, tramite la conoscenza delle regole che presiedono al comportamento e alle forme espressive. P.WINCH, The Idea of a Social Science, London, Routledge & Kegan, 1958. 18 R.W.FRIEDRICHS, A Sociology of Sociology, New York Free Press, 1970.
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La comunicazione come leva del successo aziendale

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Informazioni tesi

  Autore: Mirko Santone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Luciano D'amico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 258

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