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Rapporto tra sviluppo politico e sviluppo economico: il caso argentino

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• la società tradizionale che si fonda su una tecnologia che possiamo ancora definire prenewtoniana in cui non vi è un atteggiamento scientifico, non è ancora iniziato il processo di “secolarizzazione”, ossia di emancipazione della società civile e della conoscenza scientifica dal controllo religioso, e in cui l’evoluzione della società e dell’uomo è il risultato di un agire spontaneo, comunque condizionato da credenze ultraterrene e tradizioni. “Il nome Newton viene qui usato come un simbolo dello spartiacque storico, a partire dal quale si diffuse tra gli uomini il concetto di un mondo esterno e suscettibile di sistematiche trasformazioni produttive” (Rostow, 1960). In questa fase la produttività non supera mai un certo limite ed è destinata al semplice autosostentamento sebbene potesse essere aumentata grazie al miglioramento delle opere di irrigazione o alla scoperta e diffusione di nuovi prodotti agricoli; • nel secondo stadio, quello dei prerequisiti per il decollo, la società incomincia a utilizzare gli strumenti propri di quella che può essere definita la scienza moderna grazie anche ai contatti tra le diverse culture provocate da un’invasione militare o scambi economici e culturali. Si sviluppa l’idea che il progresso economico sia non solo possibile ma anche desiderabile. L’agire dell’uomo non è più rivolto “verso i giorni aurei del passato con uno standard di vita e di comportamento limitato al presente” (Tawney, 1932), bensì al futuro; • il terzo stadio, il cosiddetto stadio del decollo economico, si verifica nel momento in cui all’accelerazione dell’innovazione tecnologica si unisce l’affermarsi di una nuova èlite fautrice del progresso economico e capace di realizzare politiche pubbliche per l’aumento, soprattutto in campo agricolo, della produttività. “Si diffuse gradualmente nella vita politica l’idea secondo la quale […] l’incremento della produzione e il benessere fossero legittimi obiettivi della politica statale” (Rostow, 1975). Si assiste a un consistente aumento del tasso degli investimenti produttivi e allo sviluppo dell’attività industriale; • lo stadio successivo è quello della spinta verso la maturità dove la tecnologia si diffonde maggiormente e il commercio internazionale diventa una parte essenziale del settore economico. "La maturità vera e propria è definita dalla capacità di produrre ciò che si sceglie di produrre" (Martinelli, 1998). Si sfruttano razionalmente le risorse a disposizione e si ottiene una produzione diversificata; • infine, quando la crescita del reddito disponibile favorisce la creazione di un’ampia domanda per i beni considerati, sino a qualche tempo fa, di lusso o comunque diversi da quelli essenziali, il paese raggiunge il cosiddetto stadio finale del consumo di massa. Oltre all’aumento del reddito pro-capite, aumenta anche la forza-lavoro industriale e, come conseguenza, la popolazione urbana. Allo stesso modo con cui Rostow ha suddiviso in stadi il processo di sviluppo economico, Organski (1970) suddivide lo sviluppo politico, più precisamente in quattro stadi, e ha collegato ciascuno stadio ad una fase particolare dello sviluppo economico. Il punto di partenza di Organski è che “lo sviluppo politico può essere definito come l’aumento dell’efficienza governativa nell’utilizzare le risorse umane e materiali della nazione per fini nazionali” (Organski, 1970).

Anteprima della Tesi di Roberto Locci

Anteprima della tesi: Rapporto tra sviluppo politico e sviluppo economico: il caso argentino, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Locci Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.