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Rapporto tra sviluppo politico e sviluppo economico: il caso argentino

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Gli stadi che Organski individua sono: la politica dell’unificazione primitiva; la politica dell’industrializzazione; la politica del benessere nazionale; la politica dell’abbondanza. • Nella prima fase dell’unificazione primitiva, l’obiettivo fondamentale del governo è cercare di raggiungere il più ampio controllo possibile, sia a livello politico sia amministrativo, sulla popolazione, in poche parole, la creazione di uno Stato nazionale, ponendo così i presupposti per la formazione di un mercato nazionale; • nella seconda fase, quella dell’industrializzazione, lo Stato e la nuova classe sociale al potere devono favorire l’accumulazione del capitale necessario per lo sviluppo proprio dell’industrializzazione, anche se ciò comporta elevati costi sociali per la popolazione; • nel terzo stadio, il compito primario è quello di alleviare i costi sociali imposti alle masse nella seconda fase, attuando quelle che potremmo definire “politiche di stato sociale o welfare” miranti a garantire la prosperità economica, una sua maggiore diffusione tra la popolazione e, soprattutto, una riduzione del numero degli indigenti. • l’ultima fase, sicuramente la più complessa, ha la funzione di governare alcune contraddizioni del processo di modernizzazione, come la disoccupazione di massa e la concentrazione del potere economico e politico. E’ dunque il passaggio dalla società tradizionale alla società moderna il tema principale della teoria della modernizzazione la quale si sforza di individuare quegli elementi, quei requisiti o fattori che possono favorirne la realizzazione. La maggior parte degli studiosi afferma che i valori, le istituzioni e gli schemi d’azione della società tradizionale sono sia espressione sia causa del sottosviluppo e costituiscono il principale ostacolo nella via per lo sviluppo. Per entrare nel mondo moderno, le società sottosviluppate devono superare le norme e le strutture tradizionali aprendo la via alle trasformazioni politiche, economiche e sociali. In generale, la fonte primaria che rende possibile il cambiamento è da ricercarsi nell’innovazione, cioè, nel rigetto delle procedure legate alle istituzioni tradizionali, insieme all’adozione di nuove idee, tecniche, valori e organizzazioni. Queste assunzioni, inoltre, partono dal presupposto che il fattore che ha dato l’incipit al processo di modernizzazione nei paesi ora sviluppati è stato il risultato di endogene trasformazioni culturali e istituzionali. A questa tesi si contrappose “l’approccio diffusionistico” che accusa la visione tradizionale dello sviluppo di considerare questo processo esclusivamente come un processo reso possibile da fattori endogeni e di trascurare invece la possibilità che il cambiamento nei paesi in via di sviluppo potesse essere favorito anche da fattori esogeni, cioè, dalla diffusione di istituzioni e valori moderni dei primi paesi modernizzati.
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Rapporto tra sviluppo politico e sviluppo economico: il caso argentino

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Locci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gianfranco Bottazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

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autoritarismo
colonialismo
crescita economica
indici di democraticità
populismo
teoria della dipendenza
argentina
sviluppo economico
carlos menem
juan domingo peron
raul alfonsin
democrazia

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