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Le rogatorie internazionali in materia penale

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16 1.2 L’adattamento del diritto interno al diritto internazionale: principi costituzionali Nella Costituzione del 1948, a differenza dello Statuto Albertino, si evidenzia una maggiore apertura nei confronti della comunità internazionale 19 . Un’attenta analisi del testo costituzionale vigente evidenzia, infatti, la consapevolezza dei costituenti che lo Stato è calato nella realtà internazionale: in tal senso depone la presenza di ben tredici precetti internazionalistici 20 . La collocazione dell’Italia nella società internazionale implica l’esistenza di un complesso di regole giuridiche che vincolano lo Stato nei confronti degli altri soggetti di diritto internazionale. Molte di queste regole si sono formate con la partecipazione di organi del nostro Stato, come le norme che trovano origine in trattati, per la conclusione dei quali in molti casi concorrono le volontà di Parlamento e Presidente della Repubblica (artt. 80 e 87 Cost.). Per le norme consuetudinarie, invece, il consenso dello Stato italiano non costituisce una condizione necessaria affinché la norma operi nei suoi confronti, semmai influisce sull’effettività del dispositivo di diritto internazionale generale. L’introduzione delle norme internazionali nell’ordinamento statale e il loro coordinamento con le norme di origine nazionale costituisce quel fenomeno giuridico tecnicamente definito “adattamento del diritto interno al diritto internazionale”. La Costituzione Repubblicana prevede espressamente l’adattamento automatico al diritto internazionale generale 21 19 Lo Statuto Albertino si limitava a stabilire quali organi interni potessero dichiarare guerra e stipulare trattati internazionali. La Costituzione del 1948, invece, oltre a regolare più dettagliatamente quelle materie, stabilisce che «l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute» (art. 10, comma 1), fissa le direttive da seguire in materia di politica estera (art. 11 e 35 comma 2) e detta i principi essenziali inerenti il trattamento dello straniero (art. 10, commi 2 e 4) in linea con quanto affermato dalle più importanti convenzioni internazionali in materia di tutela dei diritti dell’uomo. 20 Cfr. gli articoli 10 (commi 1 e 4); l’art. 2, scindibile in due distinte proposizioni; l’art. 26; l’art. 35 (commi 3 e 4); l’art. 72 (comma 4); l’art. 75 (comma 2); l’art. 78; l’art. 80; l’art. 87 (commi 8 e 9). Cfr. A. CASSESE, Lo Stato e la comunità internazionale, in AA. VV., Commentario della costituzione, a cura di G. Branca, Bologna, 1975, p. 461 ss. 21 Il diritto internazionale generale, di formazione consuetudinaria, è riconosciuto a tutti i membri della comunità internazionale. La consuetudine, che possiamo considerare fonte di primo grado nell’ordinamento internazionale, è costituita da un comportamento costante ed uniforme tenuto dagli
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Le rogatorie internazionali in materia penale

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Informazioni tesi

  Autore: Mirko Zantedeschi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marcello Busetto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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Parole chiave

assistenza giudiziaria internazionale
rogatorie internazionali
procedura penale
legge n. 367-2001
commissione rogatoria

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