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Le rogatorie internazionali in materia penale

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19 fonti presente nel nostro ordinamento, tali norme vanno a collocarsi ad un livello superiore rispetto alla legge ordinaria 28 . Nell’ambito del diritto internazionale la fonte più numerosa è costituita da accordi (o patti, o convenzioni, o trattati) vincolanti i soli Stati contraenti 29 . Di regola l’adattamento alle norme pattizie internazionali avviene attraverso un procedimento speciale o di rinvio che consta di un atto chiamato “ordine di esecuzione” nel quale è manifesta la volontà di eseguire ed applicare un determinato trattato all’interno dello Stato. Nella maggioranza dei casi l’ordine di esecuzione riveste la forma della legge ordinaria, ma esso può altresì essere impartito con atto amministrativo. Generalmente, si ritiene che nella gerarchia delle fonti “l’ordine di esecuzione” occupi la posizione corrispondente a quella dell’atto normativo in cui è contenuto. Parte di dottrina, tuttavia, ritiene che la legge in cui è contenuto l’ordine di esecuzione non possa essere derogata da altre norme nazionali di pari rango; questo perché essa sarebbe emanata nel rispetto di un obbligo costituzionale derivante dall’art. 10 Cost., che recepisce nel nostro ordinamento il principio generale “pacta sunt servanda” 30 . Questa teoria non è condivisa dalla dottrina maggioritaria e nemmeno dalla giurisprudenza, le quali hanno sostenuto che il comma 1 dell’art. 10 della 28 La dottrina prevalente riconosce alle norme immesse “forza derogatrice” contro le norme primarie anteriori e “resistenza passiva” avverso le norme primarie successive. In questa logica, una norma interna contrastante con una statuizione di diritto internazionale generale dovrebbe risultare costituzionalmente illegittima, perché in violazione dell’art. 10 della Costituzione. 29 Gli accordi si possono suddividere in bilaterali o multilaterali. Riguardo ai primi si suole distinguere tra gli accordi a portata generale e preventiva (o astratta) e quelli conclusi in relazione a una determinata situazione di specie. Un esempio di quest’ultimi è rappresentato dall’accordo, diretto a regolare singoli affari giudiziari, tra Stati Uniti e Italia in relazione al caso “Lockheed” (concluso tra il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti d’America e il Ministero di grazia e giustizia a Washington il 29 marzo 1976 ed entrato in vigore il 6 aprile 1976 dopo essere stato reso esecutivo con D. L. 1 aprile 1976, n.76). Le disposizioni di questo si applicano alla fattispecie particolare prevalendo sulle norme di altre convenzioni aventi portata generale. Per questa tipologia di accordo bilaterale il diritto internazionale non esige la forma scritta e neppure che nella stipulazione si segua un particolare iter formativo. Che la forma scritta non sia essenziale per il diritto convenzionale è confermato dall’art. 3 della Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei trattati, laddove si stabilisce che «…il fatto che la presente convenzione non si applichi …agli accordi internazionali che non sono stati conclusi per iscritto non pregiudica: a) il valore giuridico di tali accordi…». Generalmente, in dottrina, si sostiene che le eventuali antinomie fra le norme delle convenzioni e quelle consuetudinarie, debbano essere risolte con la prevalenza delle prime perché considerate “particolari” rispetto alle norme consuetudinarie ritenute, invece, a carattere generale. 30 Di tale opinione è M. MERCONE, I rapporti internazionali nel nuovo processo penale, Napoli, 1989, p. 19.

Anteprima della Tesi di Mirko Zantedeschi

Anteprima della tesi: Le rogatorie internazionali in materia penale, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mirko Zantedeschi Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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