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Le rogatorie internazionali in materia penale

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12 rapporti fra gli Stati, soprattutto in Europa, sono non di separazione ma di apertura reciproca, con ricerca di punti in comune, di diritti comuni, di politiche e iniziative comuni che si fondino sulla reciproca fiducia; in questa linea evolutiva si muovono importanti organismi internazionali quali l’Onu, l’OLAF, il G8 e l’Ocse. Tale fides si concretizza con l’adesione a strumenti internazionali come la Convenzione europea dei diritti dell’uomo 9 , lo Statuto del Consiglio d’Europa, i patti internazionali sui diritti dell’uomo. Il legislatore costituente, con una certa lungimiranza, ha compreso tale evoluzione e le ha dato un fondamento negli artt. 10 e 11 della Costituzione. Tali norme, infatti, costituiscono la base di legittimazione della operatività diretta del diritto comunitario nell’ordinamento nazionale e della recezione del diritto internazionale, consuetudinario o meno, nel diritto interno. La collocazione dell’Italia nella società internazionale implica, infatti, l’esistenza di un complesso di regole giuridiche che vincolino lo Stato nei confronti di altri soggetti di diritto internazionale. L’articolo 11, collocato nei principi fondamentali, è molto importante perché consente una limitazione del principio di sovranità, purché sia finalizzata alla costituzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni. I motivi che giustificano questa disposizione sono gli stessi che sono alla base del ripudio alla guerra enunciato nel medesimo articolo: affermare l’esigenza della cooperazione pacifica tra Stati ed in particolare istituire un assetto internazionale a carattere democratico. In questo contesto, caratterizzato dalla consapevolezza che non si può più combattere la criminalità transnazionale con quindici codici diversi (per fermarci all’UE), si può notare come la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale non sia più vista e vissuta in senso tradizionale, cioè come una forma di assistenza che gli Stati si scambiano per realizzare i fini della giustizia, ma si sia sviluppata l’idea che prestando l’assistenza richiesta in maniera adeguata allo scopo (cioè secondo modalità che consentano l’utilizzazione dell’atto richiesto nel procedimento 9 Essa rappresenta la prima pietra dell’edificio europeo in campo penale. Cfr. Risoluzione del Parlamento europeo del 13 aprile 1999 “sulle procedure penali nel quadro dell’Unione”.

Anteprima della Tesi di Mirko Zantedeschi

Anteprima della tesi: Le rogatorie internazionali in materia penale, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mirko Zantedeschi Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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