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Il reato di bestemmia nel 1500

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9 consensi tra coloro che ritenevano che i termini " bestemmiare " e " maledire " dovessero essere considerati dei sinonimi. secondo Alla seconda " scuola di pensiero " appartenevano giuristi come: Nicola orientamento Boerio , Felice Baldino i quali sostenevano che l'espressione " incriminata " non potesse essere ricondotta al reato di bestemmia o di maleficio, ma piuttosto al novero delle ingiurie e degli oltraggi. Questo secondo orientamento rispondeva a necessità più pratiche che teoriche, nel senso che in verità l'espressione " al dispetto di Dio " era bestemmia a tutti gli effetti, tuttavia in considerazione della moltitudine di persone che la pronunciavano era punita alla stregua di una maledizione. Da questa testimonianza, appare chiaro che il secondo orientamento era seguito da quegli autori che non accettavano la sinonimia tra " bestemmiare " e " maledire ". Autore di tale testimonianza era il giurista Giulio Claro, il quale però ribadiva che il Senato di allora ( sotto Alfonso II -Duca di Ferrara- ) non accettava una simile impostazione. Concludendo, sulla questione posso dire che se le Pragmatiche non menzionavano in maniera specifica questa frase tra le bestemmie, comunque a chi ne domandasse il significato veniva risposto che essa rappresentava un disprezzo verso Dio e già si è detto che disprezzare Dio è " bestemmia ".

Anteprima della Tesi di Rosaria Griffo

Anteprima della tesi: Il reato di bestemmia nel 1500, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosaria Griffo Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.