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Modelli eziopatogenetici nelle teorie dei sistemi motivazionali: un confronto fra il modello cognitivo-evoluzionista di G. Liotti e la prospettiva psicoanalitica di J. D. Lichtenberg

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17 Tutto questo consente di formulare l’ipotesi che gli individui non perseguano direttamente il successo riproduttivo o la sopravvivenza del loro materiale genetico; piuttosto, gli organismi, e tra loro l’uomo primo fra tutti, sembrano tendere a questi obiettivi attraverso strategie indirette 4 , perseguendo l’accumulazione di risorse, sia materiali che relazionali, per le quali sono in ultima analisi motivati. Se questa attività giunge ad un esito favorevole, allora il successo riproduttivo, così come quello di far sopravvivere il proprio materiale genetico, vengono di conseguenza (Gilbert, 1989). Per riassumere, quindi, gli obiettivi principali e le mete che potremmo definire biosociali, che sottostanno al comportamento degli individui, non sono quelle strettamente definite dalla inclusive fitness theory, ma piuttosto quelli che, in un determinato contesto evolutivo, conducono ad essi. A conferma di questa ipotesi, sembra che, qualora si produca una minaccia nel raggiungimento di queste mete, negli organismi dotati di SNC si producono dei disturbi funzionali che conducono a stati di disagio, sofferenza, infezioni, vulnerabilità verso la predazione da parte di altri e così via. Sinteticamente si riducono le possibilità di sopravvivenza. Quindi sembra non essere la minaccia del concetto evoluzionistico di riproduzione quella in grado causare seri cambiamenti nell’assetto funzionale del SNC, bensì quella relativa alle mete biosociali (Gilbert, 1989). 4 Secondo Gadner, nell�evoluzione dei meccanismi di base della comunicazione sociale, esistono due messaggi fondamentali che interessano gli organismi sociali: quello attraverso cui i conspecifici tendono a stabilire legami fra loro, detto linking, e quello per cui tendono a distanziarsi, spacing. Queste due funzioni sono probabilmente fondate sul controllo e sull�accessibilit� delle risorse ambientali in grado di garantire la sopravvivenza. La dinamica linking/spacing, che potremmo ridefinire come gestione ottimale della distanza, sembrerebbe essere alla base di una variet� di comportamenti interpersonali rivolti alla ricerca dell�altro oppure al suo distanziamento, cos� come potrebbe spiegare la dinamica dialettica fra la paura dell�altro (un linking non favorevole) e la paura di non riuscire ad instaurare alcun legame (mancanza di linking). Nel caso degli esseri umani queste due funzioni sono modificate nel loro grado dalle esperienze culturali e personali (Gilbert, 1989).
Anteprima della tesi: Modelli eziopatogenetici nelle teorie dei sistemi motivazionali: un confronto fra il modello cognitivo-evoluzionista di G. Liotti e la prospettiva psicoanalitica di J. D. Lichtenberg, Pagina 14

Informazioni tesi

  Autore: Fabiano Sarti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Gherardo Amadei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

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