Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I processi alle streghe: la disputa settecentesca

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

1.1.7: Le donne, perché? Come si avrà modo di dimostrare più avanti, oggetto di persecuzione, o quanto meno dell’azione giudiziaria, furono soprattutto le donne. Se la letteratura sulla magia parla di “maghi” al maschile, quella sulla stregoneria, intesa come insieme di pratiche rituali perverse compiute al servizio del demonio, si riferisce a soggetti femminili. Donne sono le streghe delle leggende; donne sono gli imputati dei processi; donne i colpevoli sottoposti a tortura o mandati al rogo. Donne per lo più ignoranti, di villaggi o di zone periferiche popolari, donne vecchie e laiche, o di media età, dotate di perverso e sinistro fascino. All’inizio del 200 era diffusa la credenza popolare che identificava le lammie (strie) con donne che giravano per le case, rubavano bambini dalle culle e, qualche decennio dopo, si parlava di strix come un demonio con sembianze di donna vecchia e rugosa che si aggirava di notte in groppa a un lupo per uccidere i lattanti. A questa leggenda, prodotta dall’immaginario popolare, fece poi seguito un’altra secondo cui le streghe erano donne in carne e ossa, strumenti consapevoli del demonio. La gente sospettava delle donne, soprattutto per il ruolo che occupavano nella società tradizionale che le metteva più facilmente in grado di praticare le loro arti magiche: esse avevano generalmente le funzioni di cuoche, guaritrici o levatrici. In quanto alle cuoche avevano l’occasione di raccogliere erbe per farne pozioni e unguenti: non a caso le streghe erano raffigurate mentre si affaccendavano intorno a un grande calderone a preparare i loro rimedi. Le guaritrici, invece, usavano nel loro lavoro erbe e unguenti che, per mezzo di formule magiche e preghiere, permettevano loro di raggiungere i risultati desiderati. Anche le levatrici erano esposte alle accuse di stregoneria poiché essendo a stretto contatto con i bambini, potevano causarne la morte o ribattezzarli in nome del diavolo. Tra il XI e XII sec. Si assiste poi ad una trasformazione nella concezione della donna: essa viene collocata in una posizione inferiore all’uomo, dominatore naturale del mondo fondato sulle armi e sulla guerra. Le donne rappresentano l’elemento più indifeso e più esposto ad ogni imprevisto sociale e personale. I demonologi, con forti sentimenti antifemministi, iniziano a

Anteprima della Tesi di Laura Monica Cancelli

Anteprima della tesi: I processi alle streghe: la disputa settecentesca, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Monica Cancelli Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8432 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.