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Produzione e distribuzione dell'energia elettrica in Italia. Gli effetti delle recenti normative

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15 ambizioso, resta il fatto però che la disponibilità di energia idroelettrica è stata determinante per l'industrializzazione italiana. Il primo impianto idroelettrico d'Italia fu quello di Isoverde (Genova); importanti centrali idroelettriche furono successivamente realizzate a Tivoli (1885), a Terni (1887) a Paderno sull'Adda (1898) ed a Vizzola sul Ticino (1901). Nel 1914 il 74% della potenza elettrica installata era di origine idrica. Durante la prima guerra mondiale, venendo a mancare altre fonti energetiche, un ulteriore sforzo eccezionale fu richiesto a questa forma di generazione, che raddoppiò negli anni tra il 1915-1918. La domanda di energia elettrica che già durante il periodo bellico era cresciuta considerevolmente fino a superare i 3500 milioni di kWh annui, nel decennio tra il 1915-1925 continuò ad aumentare. Decisive ai fini del suo soddisfacimento furono nuovamente le possibilità offerte dall'energia idroelettrica, perché gli approvvigionamenti di combustibile erano chiaramente difficoltosi. In questo periodo si assistette ad un tasso di crescita media annua della potenza installata di circa il 7%. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale della produzione nello stesso periodo Piemonte e Lombardia da soli costituivano circa la metà della produzione di energia nazionale. Nel 1925 le principali società elettriche (SIP, Edison, SADE, La Centrale, SME, SGES, SARDA) si erano, di fatto, spartite il territorio italiano: ad ogni società faceva capo una precisa zona di influenza. Discorso a parte merita la nascita e lo sviluppo delle cosiddette municipalizzate. Già nei primi anni del Novecento, e con il sostegno della legge sulle municipalizzazioni del 1903, i principali comuni italiani si dotarono di una azienda municipale per fornire l'elettricità alla cittadinanza, venendo incontro al progressiva espansione delle metropoli e al diffondersi dell'esigenza di nuovi servizi a costi più bassi di quelli praticati dalle società private, che godevano di una situazione di locale monopolio. Milano, Roma e Torino furono gli esempi più rilevanti. In nessuno di questi casi si procedette ad un riscatto di imprese già

Anteprima della Tesi di Marco Gobbetti

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Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Gobbetti Contatta »

Composta da 214 pagine.

 

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